Titoli Italia: scontro nella BCE, dimissioni dell’economista tedesco

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Scontro aperto nella Banca Centrale Europea in materia di acquisto titoli Italia e Spagna. Juergen Stark, capoeconomista tedesco all’interno della massima istituzione monetaria europea, si è infatti dimesso. Sulla carta la sua scelta è dettata da condizioni personali, ma in sostanza è ben palese come la mossa sia una conseguenza del conflitto interno che da tempo persiste nell’istituzione di Trichet, con lo stesso Stark in aperto contrasto nei confronti della decisione di continuare ad acquistare titoli di Stato italiani e spagnoli.

Appaiono allora maggiormente profetiche le parole di Mario Draghi. Il nostro governatore della Banca d’Italia aveva infatti ravvisato la possibilità che ben presto la BCE si ritirasse dal suo ruolo di “supporto” ai Btp e ai Bonos sul mercato secondario. Le dimissioni di Stark sembrano essere una “sconfitta” della politica ritrattista di parte della BCE.

Quello che ha sorpreso è, tuttavia, il momento in cui la decisione è stata pressochè annunciata ai media. Una scelta così radicale e significante sul fronte monetario avrebbe dovuto esser diramata a mercati finanziari chiusi, come è norma. Ed invece le dichiarazioni di sono sovrapposte quando ancora le Borse erano aperte. Il risultato: un crollo tra il 3 e il 5% di tutte le principali piazze finanziarie, con Milano a far peggio di tutti.

Intanto in Germania il governo si dice “dispiaciuto” per le dimissioni di Stark, che andrà ora sostituito con un nuovo economista che – stando a quanto affermato dal ministro delle Finanze Shaeuble, “punterà alla stabilità”.

Lun 12/09/2011 da Roberto Rossi in

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