Addio al segreto bancario in Svizzera, Sergio Ermiotti: “Sarà una guerra”

La negoziazione tra Stati Uniti e Svizzera, e tra il Paese elvetico ed altre nazioni europee, circa l’addio o l’allentamento del segreto bancario, è una “guerra economica“. Un’affermazione forte, resa ancor più significativa se si pensa che a ribadirla pubblicamente al settimanale SonntagsZeitung è stato il top manager Ubs, l’amministratore delegato Sergio Ermiotti.
Secondo quanto ha affermato il banchiere – alla guida dell’istituto di credito svizzero dallo scorso novembre, dopo la scoperta di perdite da 2,23 miliardi di dollari a causa delle azioni di un giovane trader londinese – la Svizzera sarebbe “bloccata nel bel mezzo di una guerra economica”, all’interno della quale spicca il prioritario obiettivo dei propri avvarsi, relativo al tentativo di indebolire le due maggiori banche della nazione, Ubs e Credit Suisse.
Stando alle considerazioni formulate da Ermiotti, i concorrenti delle due banche vorrebbero sottrarre alle strutture societarie una quota degli oltre 2,2 miliardi di franchi svizzeri di capitali stranieri gestiti dagli istituti, costringendo di fatto Ubs a tagliare i costi, con potenziale perdita di 20 mila posti di lavoro.
Al fine di contenere l’evasione fiscale, la Svizzera ha firmato accordi bilaterali con Regno Unito, Germania e Stati Uniti.
Da più parti – anche il governo Monti ne è un fervente sostenitore – si spinge altresì affinchè l’Unione Europea regolamenti i propri rapporti con la Svizzera per poter contrastare al meglio l’evasione al Fisco, focalizzando in particolar modo i propri sforzi sul fronte della doppia imposizione fiscale e della Tobin Tax.
E’ d’altronde attesa da diversi anni una posizione più ferrea da parte di Bruxells sui c.d. “paradisi fiscali”: una posizione che potrebbe facilitare un passo in avanti verso la piena condivisione delle informazioni fiscali con la Svizzera, sulla linea di quanto già effettuato con Germania e Gran Bretagna. L’Italia qualche anno fa era in procinto di concludere un’intesa similare a quanto sopra, ma ha invece ritenuto opportuno aspettare una mossa comunitaria, sicuramente più omogenea rispetto alle singole e specifiche iniziative.
Ricordiamo, in merito, che grazie all’intesa raggiunta con gli Stati Uniti, la Svizzera fornirà indicazioni informative sulle operazioni di deposito di fondi all’interno dei confini elvetici tra il 2002 e il 2010, per controvalori superiori ai 50 mila dollari. Una mole di informazioni molto rilevante, che potrebbe generare circa 2 miliardi di franchi di multa per le banche svizzere, che potrebbero altresì perdere la licenza bancaria negli States.
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Mar 24/04/2012 da Roberto Rossi in Banche












Si..certo…Ermiotti….
Rispondi Segnala abusoMa va là….non è che ci voglia tanto per essere un po’ più professionali.