Azioni: quali comprare in questa prima parte del 2012

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investire azioni 2012

Anche nei momenti di maggiore difficoltà congiunturale, non è raro trovare ampi margini di guadagno di breve termine nel portafoglio azionario. Pertanto, il lavoro dei principali consulenti finanziari mondiali non ha certamente subito una battuta d’arresto con la crisi europea, ma ha altresì provveduto a incrementare il ritmo analitico nella speranza di trovare un settore sul quale puntare.

I titoli della salute. Qualche esempio? Gli analisti di Citi sostengono che i settori come quello della salute dovrebbero poter garantire qualche gradita soddisfazione alla clientela investitrice. I titoli sui quali puntare dovrebbero in merito essere quelli di Novo Norisk, di Glaxo e di Freseniu.

I titoli del consumo. Gli stessi analisti Citi ribadiscono inoltre come un altro macrosettore che val la pena monitorare sia quello del largo consumo. Alcuni big della grande distribuzione internazionale, come Imperial Tobacco e Reckit Benkiser, potrebbero pertanto guadagnare terreno nelle prossime settimane.

I titoli energetici. UBS sembra invece cercare maggior soddisfazione nel campo energetico. Tra le interessate dall’analisi della società elvetica c’è anche Eni, che potrebbe beneficiare di un miglioramento delle condizioni internazionali, piuttosto che di una ripresa dei consumi europei.

I titoli britannici. La Credit Suisse invece va oltre le diversificazioni settoriali, e consiglia una buona dose di diversificazione territoriale. I titoli delle società della Gran Bretagna, sempre nel settore del largo consumo, dovrebbero vedere i propri utili in corso di rafforzamento, grazie a un miglioramento del livello di vendite estere (a sua volta determinato dal cambio favorevole nei confronti della sterlina). Probabili apprezzamenti in vista per le quotazioni azionarie.

I titoli da evitare. Se consumo, salute e energia sembrano essere i settori più gettonati dagli analisti, auto e industriali sembrano invece essere quelli da evitare. Gli osservatori internazionali prevedono un 2012 molto difficile per le due e le quattro ruote, e per quasi tutti i settori industriali, ad eccezione dei minerari.

Gio 12/01/2012 da Roberto Rossi in

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Melih 3 maggio 2012 10:46
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Ciao Luciano, onestamente nella tua riosspta rilevo molte mancanze:1. non spieghi perche9 LCH Clearnet ha di fatto alzato i margin call. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione in merito.2. non spieghi perche9 S&P sulla sua homepage ha lasciato per un giorno intero un’indiscrezione sull’abbassamento del rating della Francia. Mi piacerebbe anche qui conoscere la tua opinione in merito3. non spieghi da dove deduci che Monti e8 da sempre fautore di politiche sociali di mercato . Se leggi i suoi paper vedrai che Monti ha elaborato delle analisi tese a evidenziare l’inefficienza dei controlli amministrativi. Da questo ha dedotto che anziche9 basarsi su di essi, l’azione politica dovrebbe essere orientata allo scopo di introdurre regole in grado di far funzionare al meglio i meccanismi del libero mercato. Non parla di politiche sociali, ma di funzionamento del libero mercato. A tale impostazione Monti, tra l’altro, e8 rimasto fedele anche in ambito politico, specialmente in qualite0 di commissario europeo al Mercato interno e in seguito alla Concorrenza. Il suo disegno di fondo, all’interno di quella commissione, era quello di render compatibili il libero funzionamento del mercato e la sopravvivenza di un efficiente sistema di welfare europeo ( efficiente non corrisponde con equo ). Da un lato, infatti, Monti si e8 battuto per rimuovere gli argini e gli ostacoli nazionali all’unificazione del mercato europeo. Dall’altro, si e8 fatto promotore di svariate iniziative per avviare un processo di armonizzazione fiscale tra i paesi dell’Unione europea, soprattutto allo scopo di contrastare fenomeni di concorrenza al ribasso sulla tassazione dei capitali. Sul primo versante i risultati sono stati tutt’altro che trascurabili, sul secondo Monti e8 stato pressoche9 ogni volta bloccato e sconfitto.In ragione di questa sua vocazione “liberoscambista” e alla sua strenua difesa del mercato unico, trovo improbabilme che egli si adoperi per proporre politiche di sviluppo che preveda delle riduzioni significative nella libera circolazione di merci e capitali all’interno dell’Unione, oltre che di controllo della speculazione. Al contrario e8 assai improbabile (e del resto non e8 un segreto) che egli potrebbe accettare l’idea che la moneta unica venga meno, e opporsi risolutamente a una implosione del mercato unico europeo. Questa sua posizione sarebbe compatibile con gli interessi dei capitali europei ed extra europei pif9 “forti”. Il fatto, non secondario, che sia al contempo membro di Goldman Sachs, Bildberg e della commissione Trilateral rende le ipotesi complottistiche quanto meno preoccupanti. Il fatto congiunto che un altro uomo della Goldman Sachs sia in questo momento al vertice della BCE rende quelle teorie ancora pif9 preoccupanti. 4. in una situazione come quella italiana (in cui abbiamo un elevato indebitamento, un rapporto deficit/pil limitato, un elevato disquilibrio nella distribuzione della ricchezza, e un elevato carico fiscale) dubito che le soluzioni che proponi (quasi tutte agenti sulla riduzione della spesa pubblica) riescano realmente ad abbassare quel rapporto, semplicemente perche9 non agiscono sul Pil, anzi rischiano di farlo collassare. Oltre tutto le entrate relative al taglio delle pensioni, all’abolizione delle province, alla liberalizzazione delle professioni che sono quantificabili sono modeste, non riescono a risolvere il problema neanche dal punto di vista semplicemente contabile. Se hai dati diversi in merito (dati perf2, non congetture) ti prego di rendermeli noti. 4. in realte0 anche la tua premessa mi e8 poco chiara: l’elevato rapporto debito/Pil secondo te e8 derivato da un eccesso di spesa pubblica? Da un elevato disavanzo primario? O da cos’altro? Se e8 cosec, da quali dati lo evinci?In secondo luogo, secondo te l’attacco speculativo sul debito italiano e8 interamente addebitabile a quel rapporto? Anche qui mi piacerebbe capire in base a quali dati trai queste considerazioni.

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Banty 6 maggio 2012 06:56
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