Come più volte abbiamo ripetuto sulle pagine di Finanza & Borse, prima di investire è bene raccogliere tutte le informazioni di principale riferimento sui titoli azionari e sulla società oggetto del nostro interesse. Vediamo per esempio qualche informazione sensibile relativa a Unicredit, uno dei principali gruppi bancari italiani, del cui andamento ci occupiamo con cadenza quasi quotidiana con i post di aggiornamento borsistico del nostro sito.
Ecco quattro notizie dell’ultima settimana:
CDA NOMINE CONVOCATO PER IL 26/10: La prima notizia “utile” per valutare lo stato d’animo di Unicredit è senza dubbio quella relativa alla convocazione del consiglio di amministrazione per le nomine per il 26 ottobre. In quella data si riuscirà finalmente a fare un po’ di chiarezza sull’evoluzione dei vertici della compagine, e non sono escluse grandi sorprese che potrebbero influenzare più o meno positivamente le quotazioni del titolo.
VOCI SUL PESO “LIBICO” IN ASSEMBLEA: Seconda notizia della settimana è sicuramente quella sul peso dei soci libici nell’assemblea societaria. Secondo quanto ha dichiarato il quotidiano Il Messaggero, la quota del capitale sociale della Libia sarebbe pari addirittura al 12,5%, ottenuta sommando il 4,988% della banca centrale libica, il 4,991% del fondo di Abu Dhabi Aabar Luxemburg e il 2,575% di un altro fondo libico (LIA).
FUSIONE DELLE CONTROLLATE: Altra notizia di riferimento è relativa all’attesa firma dell’atto di fusione delle sette società controllate dal gruppo: Unicredit Banca, Unicredit Banca di Roma, Banco di Sicilia, Unicredit Corporate Banking, Unicredit Private Banking, Unicredit Family Financing Bank e Unicredit Bancassurance Management & Administration.
Con efficacia dal 1 novembre 2010, pertanto, le sette controllate confluiranno nella capogruppo dando vita alla Banca unica.
ACCORDO SUGLI ESUBERI: Infine, non ultima per importanza, la firma di un accordo tra i sindacati e la società in materia di esuberi.
Sulla base di quanto siglato, Unicredit taglierà le proprie risorse umane di 3 mila unità entro il 31 dicembre 2013 (si tratta di esodi su base volontaria o incentivata), cui ne seguiranno altri 1.700. In cambio, verranno assunti circa 2.200 giovani (compresi gli apprendisti già in organico) attingendo in maniera primaria dai figli dei dipendenti.
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