Azioni Unicredit: mai così in basso

Per le azioni Unicredit a Piazza Affari è uno dei periodi peggiori della storia dell’Istituto di Piazza Cordusio; dopo i segnali di ripresa delle scorse settimane, le azioni del colosso bancario europeo sono nuovamente affondate nelle ultime sedute sui nuovi minimi storici proprio in concomitanza con la conclusione dell’aumento di capitale, iniziato lo scorso 5 gennaio 2009, a prezzi di sottoscrizione decisamente più elevati rispetto alle attuali quotazioni di Borsa.
E’ quasi certo che si procederà di conseguenza, al fine del rafforzamento patrimoniale di Unicredit, all’emissione di obbligazioni convertibili a copertura dell’aumento di capitale da tre miliardi di euro che vedrà Mediobanca entrare in possesso di quasi il 7% del capitale sociale di Unicredit senza però avere diritto di voto o possibilità di riscuotere i dividendi.
Questo perchè Mediobanca fungerà da ‘custode’ delle nuove azioni Unicredit collegate all’aumento di capitale e messe al servizio delle obbligazioni convertibili, dette anche ‘cashes’, che saranno possedute dai Soci più importanti di Unicredit e dagli investitori istituzionali.
Sul fronte societario, intanto, il Presidente di Unicredit Group, Dieter Rampl, sarà chiamato ad avviare i colloqui per definire il nuovo Consiglio di Amministrazione in vista dell’Assemblea degli Azionisti del prossimo 29 aprile 2009.
L’obiettivo, non di poco conto, è anche quello di ripristinare la fiducia degli investitori e degli analisti sul titolo; le azioni Unicredit, infatti, hanno fatto registrare negli ultimi sei mesi un calo pari a circa il 65% sia per effetto dell’andamento negativo delle Borse e, soprattutto dei titoli bancari e finanziari, sia perché tutto il comparto anche per il 2009 risentirà della crisi finanziaria con probabili riduzioni di utili accompagnate dal taglio dei dividendi e da dismissioni ‘forzate’ al fine di tenere gli indici di patrimonializzazione su livelli adeguati.
Per il nuovo Consiglio di Amministrazione di Unicredit non si potrà inoltre non tener conto dei nuovi soci libici, i quali con ogni probabilità avranno un posto nel board dell’Istituto di Piazza Cordusio. Si tratta di mettere d’accordo gli azionisti storici e le fondazioni, le quali tra l’altro, in base alle ultimissime indiscrezioni di stampa, preferirebbero il pagamento del dividendo in azioni Unicredit che non fossero però rinvenienti dall’aumento di capitale.
Anche la Regione Sicilia, che possiede una quota dello 0,60% in Unicredit, ha confermato la volontà di aderire all’aumento di capitale, ma per voce del Presidente Raffaele Lombardo è stato messo in evidenza come la regione necessiti di minori ostacoli nell’accesso al credito al fine di evitare che la Sicilia, a causa della crisi economica, torni di nuovo nelle sabbie mobili.
Immagine tratta da: www.comincialitalia.net
Dom 25/01/2009 da Phil in Aumento Di Capitale, Azioni Unicredit











