Banche italiane all’attacco: non siamo le meno solide d’Europa

L’Eba, autorità bancaria europea, non ha usato il contagocce con le banche italiane, affermando – in sintesi – che gli istituti di credito della Penisola sono tra i meno capitalizzati e solidi del vecchio Continente, e che pertanto necessitano di interventi urgenti al fine di rafforzare patrimonialmente le strutture delle banche italiane, a contrasto di quanto potrebbe accadere nella sventurata (ma del tutto presumibile) ipotesi di peggioramento della crisi finanziaria.
Il giudizio dell’Eba non sembra esser stato di gradimento da parte degli istituti nazionali, che di fatto stanno preparando una lettera di protesta (a firma Abi), contestando la modalità di calcolo della propria solidità, e dichiarando ai partner europei che, invece, la solvibilità del sistema bancario italiano non è in discussione.
Purtroppo per le banche italiane, però, a giocare un ruolo determinante nella gara statistica sarà il tempo. Per avanzare una protesta ufficiale nei confronti dell’Eba c’è infatti ancora una decina di giorni. Troppo pochi, sottolinea qualcuno, per poter formalizzare un riscontro efficiente.
Se le rimostranze italiane non dovessero trovare accoglimento, gli istituti di credito della Penisola dovranno fare i conti con una ricapitalizzazione davvero straordinaria, che nel complesso dovrebbe raggiungere quasi 15 miliardi di euro. Il doppio di quanto richiesto alle banche francesi, addirittura il triplo di quanto richiesto ai tedeschi.
Proprio il contrasto tra Italia e Francia da una parte, e Germania dall’altra, sembra acuire le tensioni internazionali. L’Abi si dice infatti convinta che i criteri di calcolo siano stati scelti appositamente per favorire Parigi e Berlino. Sarà vero?
Mar 01/11/2011 da Roberto Rossi in Banche, Banche Italiane











