Banche USA: vicino accordo sul piano di salvataggio

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crisi dei mutui subprime

Negli Stati Uniti i democratici ed i repubblicani sono all’opera per trovare un accordo e per perfezionare il piano di salvataggio da $ 700 miliardi chiesto dall’Amministrazione Bush per stabilizzare il sistema bancario e finanziario americano dopo la crisi dei mutui subprime che ha portato al collasso di società come Lehman Brothers e Washington Mutual.

Il voto del Congresso è atteso per lunedì prossimo, o forse già in data odierna; l’obiettivo è quello di scongiurare la recessione economica negli USA ma anche di ridare fiducia ai mercati che nelle ultime sessioni hanno manfestato preoccupazione riguardo ai tempi per l’approvazione definitiva di un piano di iniezione di fondi pubblici avente una valenza storica.

In questo modo, il Governo impiegherà i $ 700 miliardi per acquisire i cosiddetti ‘debiti tossici’, ovverosia crediti, sofferenze e prestiti incagliati unitamente a mutui non garantiti che non potranno più essere ripagati. Su tali basi si dovrebbe evitare una nuova “Grande Depressione” paragonabile al 1929, ma gli analisti e gli economisti più scettici, pur ritenendo necessaria l’adozione di tale piano, ritengono che i $ 700 miliardi serviranno solo ad attutire una crisi finanziaria che deve ancora raggiungere il culmine.

Il tutto avviene in piena campagna elettorale, ma sia John McCain, sia Barack Obama, hanno congiuntamente appoggiato il piano di George W. Bush al fine di porre fine ad una crisi che ha portato tantissime famiglie a perdere la propria casa in quanto non è più riuscita a pagare le rate del mutuo.

A rischio ci sono anche milioni di posti di lavoro nel settore bancario, assicurativo e finanziario, ragion per cui Camera e Senato devono fare presto assumendosi le proprie responsabilità senza ulteriori intoppi.

I mercati azionari, infatti, sono nervosi ed in spasmodica attesa visto che incombe lo spettro di nuovi fallimenti bancari che dagli USA rischiano di spostarsi anche in Europa in un contesto di mercato dove oramai le banche non si fidano più nel farsi credito tra di loro.

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