BCE, taglio dei tassi e aiuti alle banche

Alla fine, gli attesi aiuti di Mario Draghi sono arrivati. La Banca Centrale Europea, in una seduta quanto mai attesa, ha infatti provveduto a tagliare il costo del denaro all’1% (con riduzione del benchmark di 25 basis points), rilasciando nel contempo la disponibilità a finanziare le banche con piani di ammortamento “agevolati” a 36 mesi. Basterà per conferire nuova fiducia ai mercati finanziari?
Il taglio dei tassi. Il taglio del costo del denaro, come ampiamente atteso dagli analisti, è stato pari a una misura minima, ma opportuna, di 25 basis points. Draghi avrebbe potuto sorprendere punti portando sotto il punto percentuale (record minimo storico) il benchmark sulle operazioni di rifinanziamento, ma ha preferito fare un passo indietro di un solo gradino, riservandosi così altre eventuali opzioni per i prossimi mesi. Il tasso dell’1% ci riporta indietro nel tempo al maggio del 2009, e coinvolge (oltre alle operazioni di rifinanziamento) anche quello sui depositi, che passa allo 0,25% e quello marginale, che diventa l’1,75%.
Finanziamenti alle banche. Ma la seconda notizia attesa (forse addirittura di più del taglio del costo del denaro) è quella relativa alla disponibilità di finanziare le banche con liquidità illimitata a 36 mesi, ampliando altresì la gamma di titoli finanziari che le banche possono fornire come strumento collaterale, cioè come garanzia in cambio di liquidità.
Le previsioni della BCE. Oltre all’attesa notizia delle due iniziative anti-crisi, la Banca Centrale Europea ha provveduto ad aggiornare le proprie previsioni sull’inflazione dell’area euro, che danno il tasso 2011 tra il 2,6% e il 2,8% (contro precedenti 2,5% – 2,7%) e il tasso 2012 tra l’1,5% e il 2,5%. Le stime di crescita dell’eurozona passano inoltre tra l’1,5% e l’1,7% del 2011 allo -0,4% e + 1% del 2012.
La nostra opinione. Ma quale è il senso dei due provvedimenti di Mario Draghi? Sul primo, c’è poco da dire: l’abbassamento del tasso ufficiale di riferimento renderà più convenienti gli indebitamenti, anche per le famiglie italiane. A scendere infatti non sarà solamente il tasso BCE, ma anche l’Euribor, strettamente collegato al primo benchmark. Certo è che per rendere più convenienti i mutui e i prestiti, le banche dovranno iniziare a fidarsi di più le une delle altre, e rendere più liquido il sistema finanziario (con conseguente abbassamento dello spread sugli impieghi).
Per quanto invece concerne il secondo provvedimento, è chiaro come la BCE abbia rotto qualche indugio e abbia scelto di sporcarsi maggiormente le mani: accettando come strumenti collaterali anche titoli non particolarmente sicuri, l’istituto monetario scende in campo di fianco alle banche in una maniera da co-protagonista, e certamente meno timida di quanto fatto finora.
Gio 08/12/2011 da Roberto Rossi in Banche











