Benetton dà l’addio a Piazza Affari: presto l’opa per il delisting

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Benetton, uno dei marchi storici della moda italiana, ha meditato e deciso l’addio a Piazza Affari. Per tale motivo, Edizione srl, socio di controllo del gruppo, sta pianificando di effettuare un’offerta pubblica di acquisto sulle azioni che non sono ancora in suo possesso, per poi salutare il mercato regolamentato della Borsa Italiana.

Si tratta di una decisione molto sofferta, considerato che la società era presente tra i listini milanesi fin dal 1986, e ufficializzata – dopo giorni di indiscrezioni – in un comunicato in cui è stato precisato come gli organi competenti assumeranno presto la decisione di promuovere l’Opa.

Ma quali le ragioni del delisting? Attualmente Edizione srl controlla il 67% del capitale di Benetton, cui occorre aggiungere una fetta non certo insignificativa (5,66%) di azioni proprie. Pertanto, Edizione Holding dovrebbe lanciare un’opa sul restante 27,3% che – ai prezzi di mercato di lunedì – costerebbe 175 milioni di euro.

A ben vedere, dunque, con meno di 200 milioni di euro la famiglia Benetton potrebbe rientrare in possesso del 100% del capitale azionario, assumendo il pieno controllo della compagine.

Tra le motivazioni dell’uscita da Piazza Affari, quelle principali sembrano riferirsi alla volontà di fornire un reale valore alla società, considerato che molti analisti (e probabilmente la stessa famiglia Benetton) ritiene che il valore di capitalizzazione di Borsa attualmente non sia quello più idoneo.

Il titolo era riuscito a guadagnare quasi il 10% sulle voci di un interessamento da parte del marchio spagnolo Zara, con la cui Inditex (cioè la società che controlla Zara) Benetton potrebbe fondersi.

Per quanto concerne i dati contabili, Benetton afferma di aver chiuso l’esercizio 2011 con ricavi consolidati pari a 2,031 miliardi di euro, in calo di 1,1 punti percentuali su base annua, e con un utile netto a 70 milioni di euro, contro i 102 milioni di euro dell’anno precedente. Nel solo quarto trimestre 2011 il giro d’affari è stato pari a 550 milioni di euro, in calo di 5 milioni di euro rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente. I dati europei sono stati dati in calo del 2%, parzialmente controbilanciati dalla crescita nelle Americhe (6%) e in Asia (5%).

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Mar 31/01/2012 da Roberto Rossi in

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