Bilanci bancari: un 2007 d’oro

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bilanci bancari

L’indagine, a cura di Rating su 13 dei maggiori gruppi bancari quotati, mette a confronto i bilanci consolidati del 2007. Spiccano Unicredit, Intesa Sanpaolo e Gruppo Mps.

Rispetto al 2006 il panorama è cambiato. Sono sparite dalla rosa dei big Capitalia (ora del gruppo Unicredit), Bnl (della francese Bnp Paribas), Banca Lombarda e Bpu (unite in Ubi Banca). Il 2007 infatti e stato caratterizzato da fusioni e riassetti organizzativi con ovvi riflessi sui bilanci: avviamenti, costi straordinari per ristrutturazioni, incassi da cessione di sportelli sono voci che fanno da padrone nei conti dei nuovi gruppi bancari.
Piazza Affari rivela i risultati più deludenti con perdite dall’1 gennaio 2008 del 16,5% per Unicredit, -13,2% per Intesa Sanpaolo, -13,4% Ubi Banca e -20,4% per Banco Popolare. Sul piano dei ricavi non c’è stato un grande sviluppo, ma molte banche iniziano a beneficiare dei minori costi strutturali derivanti dai merger: campione di efficienza Intesa, ma i miglioramenti su base annuale più sensibili sono stati realizzati da Cr Firenze, Carige e Banca Etruria. Il comparto bancario italiano non è stato interessato dalla crisi subprime, ma una certa diffidenza dei risparmiatori nei confronti del settore finanziario la dimostrano i numeri sulla raccolta; mediamente quella indiretta ha subito un rallentamento per tutto il settore mentre incrementi vivaci sono stati registrari per la raccolta diretta, in testa Unicredit con un aumento del 6,6% su base annuale, Intesa Sanpaolo a +2,8% e Gruppo Mps a +17,1%. Le stesse banche si trovano alle prime posizioni per le attività dello stato patrimoniale.

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