Borsa Giappone: cali record negli ultimi due giorni

Come era legittimo attendersi, la Borsa giapponese sta subendo seri danni dalle criticità economico – ambientali conseguenti al drammatico terremoto, e allo tsunami successivo, che hanno sconvolto l’intero arcipelago giapponese. L’indice Topix ha perso il 16% chiudendo i primi due giorni della settimana con la peggior flessione dal 1987 ad oggi. Il rischio sul debito giapponese è intanto schizzato alle stelle, e rischia di impennarsi ulteriormente nell’ipotesi in cui la situazione nucleare dovesse peggiorare nel corso delle prossime ore. Calano i prezzi delle commodities.
La crisi giapponese mostra pertanto i suoi segnali più negativi anche sotto l’aspetto finanziario, con i principali indici di riferimento in forte calo. Perde oltre 5 punti percentuali l’MSCI Asia Pacific, mentre lo Stoxx Europe 600 cede 1,7 punti percentuali, trascinato al ribasso da quanto accade in Oriente.
A contenere parzialmente i pregiudizi è servita l’iniezione di liquidità effettuata dalla Banca del Giappone, che dopo gli interventi di inizio settimana ha introdotto nel sistema monetario altri 100 miliardi di dollari, al fine di ricercare la stabilità finanziaria perduta.
Sul fronte borsistico, a subire le perdite maggiori sono ovviamente le società operanti nel settore energetico, che chiudono le sessioni di negoziazione con una costante doppia cifra negativa. E’ il caso, ad esempio, della Paladin Energy, che produce uranio attraverso lo sfruttamento di giacimenti in Africa, o ancora la Kansai Electric Power.
La settimana è, purtroppo per il mercato giapponese, ancora lunga. Sono pertanto attesi nuovi crolli.
Mar 15/03/2011 da Roberto Rossi in Borsa, Giappone











