Borsa, tempo di bilanci: in fumo un quarto della capitalizzazione

Per valutare quanto sia stato negativo il 2011 per il mercato di Borsa, basta un dato: in dodici mesi è andato in fumo un quarto della capitalizzazione di mercato dei titoli quotati a Piazza Affari. Il controvalore commerciale delle companies quotate scende così a 333,3 miliardi. A calare anche il numero assoluto delle società presenti nei listini, pari a 328 unità.
Capitalizzazione in fumo. Stando a quanto affermano i dati statistici, il Ftse Mib di Piazza Affari avrebbe perso il 25,28% del proprio valore in un solo anno, il 2011, che ha portato in accelerazione il già di per sè negativo 2010, quando la capitalizzazione di mercato si contrasse del 12%. La capitalizzazione della Borsa milanese cala così a 333,3 miliardi di euro, pari al 20,7% del Pil, contro il 27,6% dello scorso anno. Ad ogni modo, anche se il 2011 è stato certamente anno negativo, non è stata questa la worst performance della storia: la magra consolazione è infatti pensare che nel 2008 la perdita di valore delle compagnie quotate era stata quasi doppia rispetto a quella attuale.
Chi entra, chi esce. Al di là di quanto sopra, sono pochi gli elementi per giudicare mezzo pieno il bicchiere di Borsa. Ad esser quotate sono 328 società, quattro in meno rispetto al 2010. La colpa è del delisting, visto e considerato che ad entrare in Piazza Affari sono state 10 compagnie (da Fiat Industrial a Valore Italia Hp), pressochè in linea con l’anno passato, e incremento rispetto alle 7 del 2009. Peccato che ad uscire dai listini siano state 14, ben 4 in più rispetto allo scorso anno.
Chi arriverà. Nel 2012 non si preannunciano molte Ipo. Quelle certe, salvo clamorosi passi indietro, sono quelle di Fedrigoni, Sezia e Lima corporate, che hanno già ottenuto il giudizio di ammissibilità alla quotazione, che permetterà di concludere l’IPO entro i successivi 12 mesi.
Gli scambi giornalieri. Infine, uno sguardo agli scambi giornalieri, pari a una media di 2,8 miliardi di euro. L’azione più scambiata è stata (poche sorprese in tal senso) Unicredit, con un controvalore di 132,7 miliardi di euro di scambi, e 7,3 milioni di contratti.
Ven 30/12/2011 da Roberto Rossi in Titoli Piazza Affari











