Borse estere, ribasso provocato dal taglio del rating ungherese

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Le Borse di mezza Europa hanno subito una brusca flessione nelle ore successive all’annuncio, da parte di Moody’s (una delle società di rating di riferimento nel panorama internazionale) del taglio del giudizio sulla stabilità ungherese. Il debito sovrano del Paese è infatti calato da Baa1 a Baa3, con una diminuzione di due livelli nella scala di rating adottata da Moody’s, e con una previsione negativa sul futuro della nazione est europea.

La conseguenza è stata quella di alimentare ulteriormente le speculazioni su una prossima divisione sostanziale del vecchio Continente, dove un gruppo di Paesi sembra fungere da traghettatore verso un futuro incerto, e un altro gruppo (l’Italia, la Spagna, il Portogallo e le già tribolate Grecia e Irlanda) vive momenti di difficoltà più o meno ampia.

Ma perché il giudizio dell’agenzia di rating è così influente per modificare le decisioni dei mercati finanziari? Essenzialmente, il rating in deterioramento segnala un peggioramento delle condizioni di solvibilità del Paese, con la conseguenza di incrementare il costo dell’assicurazione sul rischio default della stessa nazione.

A tal proposito, i credit default swaps (cds), che rappresentano il costo dell’assicurazione sul rischio sopra ricordato) sono saliti a quota 562,88 per l’Irlanda, e a 370,74 per l’Ungheria. Più lontana, fortunatamente, l’Italia, a quota 219,66.

Mar 07/12/2010 da Roberto Rossi in ,

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