Borse Usa, listini contrastati sulle decisioni Fed (27 Agosto)

(27 Agosto) Vari gli elementi che nella seduta di ieri hanno determinato l’altalena dei listini; il petrolio è tonato a salire così come la fiducia dei consumatori statunitensi; ennesimo calo per i prezzi delle case. Il Dow Jones ha perso lo 0,24%, il Nasdaq lascia sul terreno lo 0,15%; positivo invece lo S&P500 a +0,36%.
L’indicatore Standard & Poors’s/Case Shiller, che monitora i prezzi delle 20 maggiori aree metropolitane statunitensi, ha segnato un -15,4% su base trimestrale; Richard Fisher, presidente della Federal Reserve di Dallas, ha affermato che il mercato immobiliare non ha ancora toccato il punto di massima flessione e nei prossimi mesi è ragionevole attendersi nuovi cali dei prezzi. Oltre le attese invece l’indice di fiducia dei consumatori che ad agosto è salito a 56,9 punti contro i 51,9 a luglio e i 53 stimati. Torna a correre il petrolio che a fine giornata chiude a $116,97 raggiungendo nell’intraday quota 118 dollari al barile. La Fomc ha rivelato un possibile rialzo dei tassi già dalla prossima correzione; ancora non sono certi i tempi per intraprendere la politica restrittiva.
Nell’azionario Citigroup risolleva i titoli di Fannie Mae e Freddie Mac dichiarando che le due agenzie hanno capitale a sufficienza e non saranno nazionalizzate. Bene in generale l’intero comparto bancario. Il caro petrolio pesa sui titoli dell’automotive e dell’aerotrasporti; guidano le perdite Ford a -1,81% e American Airlines a -4,67%.
Su valutario euro in leggera frenata a 1.4658 dollari.
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