Commodity nel mezzo di una bolla speculativa?

Tra gennaio e febbraio di quest’anno il settore delle materie prime è stato interessato da un rialzo dei prezzi senza precedenti. L’improvvisa interruzione di metà marzo (per poi riprendere il cammino rialzista) tuttavia fa pensare che le quotazioni siano mosse da intenti speculativi.
È stata una corsa a nuovi record quella dell’oro e del petrolio che hanno toccato rispettivamente i 1000 dollari l’oncia i 120$ al barile. Diverse però le chiavi di lettura dell’improvviso stop di un mese fa. C’è chi come Michael Palatiello, responsabile strategie operative di Lme e Forex, sostiene che “ci troviamo in una bolla, la terza dopo internet e l’immobiliare USA, che sta facendo salire l’inflazione rendendo ancora più difficile l’intervento della Fed”. Dello stesso pensiero è Tobias Levkovich, strategist di Citigroup, che aggiunge: “a partire dagli anni ’70 i prezzi delle materie prime industriali hanno ceduto il 19% circa del loro valore in periodi di recessione”.
Chi invece non crede nell’ipotesi della bolla speculativa è il team di ricerca sulle materie prime di Barclays Capital spiegando che il calo degli indici di benchmark sulle commodity tra il 3 e il 6% in una settimana rispetta la normale volatilità per questo settore e che ciò è già avvenuto più volte nei due anni scorsi.
Che si tratti di una bolla oppure no rimane il consiglio dell’assoluta prudenza. Roberto Malnati del fondo Asian Century avverte che anche se si trattasse di speculazione al ribasso sarebbe “dura o morire e i mercati delle commodity sono pilotabili con un pugno di contratti“.
Mer 30/04/2008 da Matteo in Bolla Speculativa, Investimenti, Materie Prime







