Commodity, perché cibo e petrolio aumenteranno di pari passo
In poco tempo materie prime come mais, grano, zucchero e latte sono salite a prezzi proibitivi e partono già i primi allarmi per la fame in Messico, Haiti e Filippine. Contrariamente a quanto si può pensare ciò non è dovuto ad una carenza dei prodotti, ma all’aumento del greggio.
Secondo da Fao (Food and Agricolture Organization) la produzione mondiale di riso è aumentata dell’1% nel 2007 e salirà dell’1,8% nell’anno in corso; aumentano in Asia e America del Sud le superfici destinate alla coltivazione. Ad un tale aumento dell’offerta tuttavia corrisponde un incremento dei prezzi che per il comparto alimentare si sono assestati in media a +45% nell’arco di 9 mesi. Il rialzo del petrolio è uno dei fattori che concorre al rincaro degli alimenti e agisce su due fronti: da un lato salgono i costi di energia e trasporti, dall’altro le economie avanzate sono sempre più propense ad investire negli ecocarburanti tant’è che per un coltivatore è diventato più conveniente vendere mais destinato alla produzioni dei biocombustibili che ad uso alimentare. Le economie emergenti di India e Cina hanno incrementato fortemente la domanda di materie prime e alcuni governi di Stati esportatori hanno dovuto prendere delle misure restrittive per non vedersi azzerate le scorte.
Un ulteriore fattore sono i fondi di investimento che, data l’incertezza del comparto finanziario, diversificano il portafoglio nelle materie prime; ciò rende il settore altamente volatile con rialzi e ribassi repentini senza un vero interesse per questo tipo di prodotti. La preoccupazione maggiore della Fao è che si faccia qualcosa per intervenire nel breve periodo per evitare che tutto ciò vada a scapito della più povera popolazione mondiale.
Lun 09/06/2008 da Matteo in Investimenti, Materie Prime, Prezzi Petrolio











