Crisi, cosa accade se un Paese va in default

Il default di un Paese rappresenta la sua conclamata incapacità di far fronte alle proprie obbligazioni. In altri termini, quando la crisi è realmente profonda, lo Stato non può più rimborsare i propri debiti, come ad esempio accade quando ci si trova davanti alla restituzione del capitale ottenuto in prestito dai risparmiatori mediante sottoscrizione dei titoli di Stato a breve e medio termine.
Per quanto ovvio, il default di un Paese dell’eurozona comporterebbe delle conseguenze gravissime sulla società interessata direttamente dal fenomeno, e sul resto dei Paesi membri. Basti pensare all’incapacità dello Stato di pagare regolarmente gli stipendi dei dipendenti pubblici, o far fronte alla spesa pubblica con ordinarietà. Situazioni che potrebbero sfociare in forti tensioni sociali, oltre che in enormi pregiudizi economico e finanziari.
Ma quanto la Grecia è vicina al default? Secondo alcuni osservatori, Atene sarebbe già in default sostanziale, non dichiarato pubblicamente per evitare le ovvie conseguenze che ne scaturirebbero a livello di rating e a livello di stabilità dell’eurozona. Tuttavia l’incapacità assodata di mantenere l’equilibrio economico pubblico non può che far pensare a uno Stato pressochè sull’orlo del fallimento.
Non solo: la Grecia sembra avvicinarsi sempre di più al default in seguito alla rischiosa decisione del premier Papandreu di indire un referendum per comprendere in che modo i propri cittadini valutano le misure di austerity che l’Eurozona vorrebbe che fossero approvate.
Papandreu ha in tal modo voluto spostare la responsabilità dell’impopolarità di alcune riforme strutturali sulle istituzioni della Troika, ma rischia di condurre il Paese su un baratro ben più profondo, soprattutto se – quando vi sarà la consultazione, probabilmente già entro la fine di dicembre – il risultato dovesse essere negativo, e la Grecia dovesse pertanto fare a meno dei 100 miliardi di euro messi a disposizione.
E l’Italia? Quanto è vicino al default il nostro Paese? Nonostante i dovuti allarmismi (difficilmente smentibili), l’Italia non è in una situazione equiparabile a quella greca, e il default della Penisola sembra poter essere ancora ascritto a una delle ipotesi più remote. La Bce e le altre istituzioni dell’eurozona non hanno ancora posto in essere tutte le armi in loro possesso per risolvere questa fase della crisi, e il Paese ha ancora (poco) tempo di licenziare quelle riforme strutturali che il vecchio Continente richiede.
Gio 03/11/2011 da Roberto Rossi in Crisi Economica











