Crisi dei mutui: in Italia nessun rischio

  • Commenta
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

crisi mutui

Secondo quanto affermato dal direttore generale di Intesa Sanpaolo Pietro Modiano, l’Italia è esente dal rischio di una bolla speculativa perchè non interessata dal fenomeno e l’aumento dell’indebitamento medio è dovuto a cause fisiologiche dell’economia. Intanto la situazione negli Usa si complica con il possibile default per Freddie Mac e Fannie Mae.

L’accrescimento delle posizioni debitore in capo alle famiglie italiane è una conseguenza della “modernizzazione dei comportamenti finanziari”; secondo il banchiere la maggior parte dei soggetti indebitati hanno attività finanziarie oltre la media e sono dotate di titoli di studio più elevati, ciò farebbe pensare ad un indebitamento “più responsabile” del quale non si deve temere. Le banche italiane non hanno acquistato le cartolarizzazioni sub-prime statunitensi in quantità rilevanti e per tali motivi è possibile ritenere il Paese fuori da ogni rischio.
Si aggrava invece la situazione per le due agenzie di mutui ipotecari semi governative Freddie Mac e Fannie Mae che da sole controllano il 42% dei mutui accesi dagli americani. Secondo gli analisti le future iniezioni di capitale saranno sempre più proibitive e il governo dovrà seriamente valutare l’economicità di questi interventi. La diluizione delle quote degli azionisti con gli apporti governativi alimenta ulteriormente i malumori. Secondo Breaking Views servirebbe un intervento per 200 miliardi di dollari per portare il capitale delle due agenzie all’1% della loro esposizione debitoria complessiva. In Borsa proseguono le perdite senza sosta; la scorsa settimana Freddie Mac ha ceduto il 52% e Fannie Mae ha perso il 37%. Cali consistenti anche per le privilegiate alla notizia di un possibile taglio dei dividendi.

Lun 25/08/2008 da Matteo in , ,

Commenta

Ricorda i miei dati

Inviami una e-mail quando ci sono altri commenti

Pubblica commento