Crisi Europa, anche il Giappone aiuta l’euro

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Tra i principali supporter del fondo Salva Stati, il cui obiettivo dovrebbe essere la risoluzione della crisi Europa, vi è anche il Giappone. Il Paese asiatico ha già investito oltre 2,6 miliardi di euro nelle prime tre emissioni del Fondo (per una partecipazione pari al 20% del totale) e potrebbe presto accompagnare lo stesso strumento in maniera più importante se dovesse rendersi necessario tale sostegno.

Le motivazioni alla base di questo comportamento sono ben chiare. Lungi dal volerlo fare per solo spirito di solidarietà, il Giappone teme che la crisi Europa e, in particolare, le difficoltà dell’
Euro, possano provocare danni irreparabili anche all’economia giapponese, passando per le turbolenze valutarie verso lo yen.

Di fatti, visto e considerato che l’Euro non attrae più alcun sostenitore, gli investitori si stanno spingendo in massa verso l’acquisto di yen, assunti come “bene rifugio” in queste epoche di evidenti criticità. La straordinaria domanda della valuta giapponese ha condotto lo yen ad apprezzarsi ai massimi livelli dal 1945 contro il dollaro.

Lo yen così forte non può quindi che danneggiare le esportazioni nipponiche, rendendo lo scenario giapponese (ancora scosso dallo tsunami dello scorso 11 marzo) piuttosto complesso.

Di conseguenza, il Ministro delle Finanze giapponese ha ribadito di essere pronto a qualsiasi eventualità, che non potrà che passare (anche) attraverso il supporto al fondo Salva Stati.

Ven 28/10/2011 da Roberto Rossi

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