Crisi Eurozona: già pronto il piano B

La crisi dell’Eurozona potrebbe condurre al crollo dell’intera area della valuta unica europea. La morte dell’euro, anche se ancora piuttosto lontana, non è più un’ipotesi da polveroso tomo didattico. E allora le più grandi banche del mondo si preparano al peggio, e – secondo quanto riporta poche ore fa il New York Times – predispongono un piano B, relativo proprio al più grave scenario possibile.
Che gli istituti di credito di principale riferimento mondiale stiano cercando di predisporre scialuppe di salvataggio per i propri conti, non è d’altronde una novità. Nelle scorse settimane diversi big del credito, come Merrill Lynch, Barclays Capital, e Nomura, hanno reso pubblici dei rapporti nei quali esaminano (anche) la possibilità di un crollo dell’Eurozona. Nel Regno Unito, la Royal Bank of Scotland ha invece fatto di più, valicando il limite della teoria bancaria, e predisponendo concreti piani di emergenza nel caso in cui quanto fino a poco tempo fa era considerata una impossibilità assoluta, diventi invece realtà.
Negli Stati Uniti, è l’autorità di regolamentazione federale ad aver invitato esplicitamente le banche (tra cui Citigroup) a ridurre la propria esposizione nei confronti degli asset dell’area euro. Un modo come un altro per cercare un rapido disimpegno verso una bomba che rischia di esplodere, nella speranza che possa bastare a ridurre i danni.
“Le banche in Francia e in Italia non stanno mettendo a punto piani di emergenza perchè hanno concluso che una disintegrazione dell’area euro è impossibile” – ha scritto il New York Times in settimana. Una “leggerezza”, secondo alcuni analisti, che in caso di ulteriore peggioramento della crisi porterebbe chiunque a pagare un pregiudizio piuttosto salato.
Il New York Times ricorda anche che secondo un recente sondaggio di Barclays Capital, il 50% dei propri clienti è convinto che almeno un Paese lascerà l’area euro, e il 35% si dice sicuro che sarà proprio la Grecia. Il 5% della clientela ritiene invece che tutti i Paesi “periferici” usciranno dall’euro entro il prossimo anno.
Sab 26/11/2011 da Roberto Rossi in Banche, Eurozona











