Crisi Grecia: ecco le straordinarie richieste della troika al governo di Atene

Nei prossimi due giorni il futuro della Grecia verrà deciso: se si troverà un accordo in extremis, Atene potrà evitare il default e avviare una lunga e gravosa fase di riequilibrio dei propri conti; se invece l’intesa (che al momento pare abbastanza lontana) non sarà trovata, entro la metà del mese di marzo il governo ellenico sarà costretto a dichiarare la propria impossibilità a onorare il debito.
A rendere complicato l’obiettivo del raggiungimento di un accordo sul brevissimo termine è giunta una lettera consegnata dai rappresentati della troika (UE, BCE, FMI) al premier greco Papademos, nella quale si richiede la riduzione dei sussidi pensionistici, la liberalizzazione di tutte le professioni chiuse, cambiamenti radicali nel settore privato (ad esempio, l’abolizione del contratto collettivo di lavoro, il taglio di tredicesime e quattordicesime, più elasticità lavorativa, licenziamenti nel pubblico e nelle banche).
Richieste gravosissime, che rischiano di mettere in ginocchio la stabilità della società greca e, oltre modo, abbattere definitivamente la popolarità dell’esecutivo di Atene. Tuttavia, rispettare i requisiti di cui sopra è altresì l’elemento fondamentale per poter ottenere il nuovo prestito da 130 miliardi di euro deciso dal Vertice europeo del 26 ottobre.
Sul fronte politico, si preannuncia particolarmente tesa la riunione che nelle prossime ore il premier Papademos terrà con i leader dei tre partiti che sostengono il proprio governo. Il premier avrebbe già consegnato ai tre leader (Papandreu del socialista Pasok, Samaras del conservatore Nea Dimocratia e Karatzaferis di Laos, movimento di estrema destra) la lettera ricevuta dalla troika, chiedendo di fatto un appoggio per andare ancora avanti.
L’IIF (Istituto Finanziario Internazionale) che sta curando gli interessi dei creditori privati, ha intanto emesso una nota dove dimostra come si stiano compiendo i primi, ma importanti, passi in avanti nella strada del raggiungimento di un accordo tra la Grecia e le parti creditrici.
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Ven 27/01/2012 da Roberto Rossi in Crisi Creditizia, Eurozona











