Crisi Grecia, si cerca di “nascondere” il default

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La Grecia è praticamente in default, ma nel vecchio Continente si fa di tutto per cercare di nasconderlo, approvato piani straordinari dalle dimensioni – appunto – straordinarie, cercando accordi tra i salvatori più convinti e quelli che invece vorrebbero sacrificare la nazione sull’altare della giustizia macroeconomica. A far sostanzialmente comprendere che il Paese è in default è stata nelle scorse ore l’agenzia di rating più nota del mondo, Standard & Poor’s.

La Standard & Poor’s ha infatti affermato che l’approvazione di un programma di salvataggio della Grecia che coinvolga investitori e governi, sarebbe equivalente all’approvazione di un piano di ripresa dal default nazionale.

La valutazione potrebbe apparentemente sembrare senza conseguenze, ma così, ovviamente, non è. Se infatti dovesse essere accertato il default greco, difficilmente si potrebbe passare a un collocamento del debito nazionale. La Banca Centrale Europea, ad esempio, per propria policy non accetta alcun titolo di debito in default, ed è difficile d’altronde immaginare un investitore che si accolli tali rischi.

Occorrerà pertanto trovare, come spesso accade, un compromesso. Preoccupa tuttavia il fatto che le valutazioni di S&P giungano a brevissima distanza dal via libera di un finanziamento aggiuntivo da 8,7 miliardi di euro, che la Grecia otterrà entro metà luglio, e che appare sempre di più come una goccia in un mare di difficoltà.

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