Crisi Mercati: Islanda sull’orlo della bancarotta

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crisi islanda

Nel mondo a rischiare il fallimento a causa della crisi finanziaria internazionale non sono solo le società quotate, ma anche i governi. Ne sa qualcosa la piccola Islanda che sta attraversando il periodo più buio della storia moderna dopo aver sostanzialmente nazionalizzato tutto il sistema bancario.

Lo Stato dell’isola che conta appena 300 mila abitanti ha infatti acquisito nell’arco di pochi giorni gli istituti di credito Landsbanki, Glitnir e Kaupthing, mentre le contrattazioni in Borsa sono state sospese almeno fino a lunedì prossimo citando eventi di natura eccezionale.

Il sistema bancario dell’Islanda sta così pagando a caro prezzo l’espansione e l’indebitamento che le banche hanno nei confronti degli stati esteri. Il Governo, alle prese con la forte svalutazione della moneta locale, starebbe chiedendo aiuto alla Russia per ottenere un prestito ponte, mentre allo stato attuale non è in corso alcuna trattativa per chiedere aiuto al Fondo Monetario Internazionale.

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Lorenzo 24 ottobre 2008 17:33
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Mi sembra una situazione molto simile a quella italiana, cosa avverrà a tutti gli investitori in BOT, probabilmente qualcosa di simile all’Argentina e ai suoi BOND.

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Nino Dejosso 2 dicembre 2008 16:00
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Situazione simile a quella italiana? Per i BOT qualcosa di simile ai bond argentini? Perdonami, ma perchè non vi documentate o non tentate di farvi spiegare le cose, prima di sparare cazzate? Un caro saluto. Nino Dejosso

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Ellgi 31 dicembre 2008 14:31
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Speriamo che da questa crisi impariamo qualcosa. Ho sempre ammirato i piccoli stati tipo: Islanda, Irlanda, Svizzera, Austria ecc. Agli islandesi voglio dire: ritornate a lavorare come avete sempre fatto, il paradiso lo avevate e ve lo siete giocato con le banche e con la borsa !!!

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