Crisi Portogallo, le banche crollano in Borsa

La crisi del Portogallo trascina al ribasso le banche nostrane. Quanto sta accadendo a Piazza Affari, con i big del credito che perdono oltre il 4%, è figlia della decisione di Moody’s di tagliare il rating al Paese iberico: l’agenzia di rating ha di fatto sostanzialmente equiparato il debito portoghese a quello greco, abbassando la valutazione del debito locale, ad un livello che rispecchia l’inaffidabilità dei titoli della nazione europea. Negative le reazioni in Borsa.
A Piazza Affari il Mib cede infatti oltre 2 punti percentuali, mentre l’All Share tiene leggermente meglio, cedendo l’1,93%.
E’ tra le banche, ad ogni modo, che si registrano le flessioni più pesanti. Unicredit cede quasi 5 punti percentuali, Intesa Sanpaolo cerca di retrocedere in maniera più contenuta, ma crolla di 4,5 punti percentuali.
Male anche gli altri titoli di riferimento, con Monte Paschi di Siena e Ubi che sfondano quota – 5%.
A peggiorare la situazione, il continuo allargamento del costo dei cds (i credit default swap, i contratti che assicurano i possessori di titoli di Stato contro il rischio di fallimento del Paese), e la divaricazione sempre più elevata tra i differenziali di rendimento del debito italiano e quello tedesco.
Mer 06/07/2011 da Roberto Rossi in Crisi Creditizia, Europa











