Crisi, saranno le banche a pagare i danni?

Secondo quanto dichiarato il presidente dell’Eurogruppo Jean Claude Juncker circa alcuni dei provvedimenti risolutivi della crisi, saranno proprio le banche europee le principali protagoniste nel “pagamento” dei danni prodotti dall’ondata di criticità finanziarie del vecchio Continente. I Ministri delle Finanze dell’Eurozona hanno di fatti raggiunto un accordo per chiedere agli istituti di credito un impegno maggiore nel tentativo di salvare Atene.
Le banche europee sono infatti i soggetti principali detentori privati dei titoli del debito pubblico greco. Di conseguenza, in previsione di un forte haircut, saranno quindi le aziende bancarie a dover fare i conti con la perdita di valore nominale dei titoli detenuti in portafoglio.
Perdite sostanziali, ancora difficili da quantificare, e che potrebbero mettere il sistema bancario in ulteriore fase di destabilizzazione. A ciò occorre infatti unire i provvedimenti che richiederanno la ricapitalizzazione nel patrimonio dei principali istituti di credito europei, in vista (ma non solo) dell’introduzione dei nuovi paletti di Basilea 3.
E in Grecia? Ad Atene guardano con preoccupazione al taglio previsto dalla trojka, che auspica una riduzione del valore nominale dei titoli del debito pubblico del 50 – 60%. Un obiettivo che dovrebbe aiutare il governo greco a portare il debito nazionale al di sotto del 120% entro il 2020.
In questa situazione di confusione, cerca di spalmare le responsabilità il Ministro delle Finanze greco Evangelos Venizelos, che ha dichiarato come “la Grecia non è più il problema centrale dell’Eurozona. Ora la questione è più generale e riguarda l’intera area Euro”.
Gio 27/10/2011 da Roberto Rossi in Banche, Crisi Creditizia, Crisi Economica











