Crisi, diventano solo dieci i giorni per salvare l’euro

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crisi euro dicembre

Saranno dieci giorni decisivi quelli che attendono il governo Monti. A “ufficializzarlo” è il commissario Olli Rehn, secondo cui il vecchio Continente sta “entrando nel periodo critico di dieci giorni per il completamento della risposta ue alla crisi”. Contrariamente a quanto è avvenuto in passato, infatti, sembra pressochè scontato che le riforme e gli interventi strutturali sulla finanza pubblica non possano essere ulteriormente prorogati. Le prossime tre settimane saranno pertanto cruciali per il destino del Paese, con una serie di tappe che coinvolgeranno tutti le istituzioni europee.

Gli appuntamenti con il salvataggio dell’Italia e dell’euro hanno preso il via oggi, con l’Eurogruppo dei ministri finanziari, nel quale Mario Monti presenterà le proprie misure, in dirittura d’arrivo per lunedì prossimo. Il premier dovrà convincere tutte le parti – e la Bce in primis – sulla solvibilità del Paese, e sulla credibilità delle iniziative in corso di applicazione. Un compito non facile, poichè se è vero che il professor Monti gode di una stima molto elevata, lo stesso non si può dire per l’apparato politico italiano.

Sulla base delle misure che Monti presenterà all’Eurogruppo, la Bce potrebbe decidere sostanzialmente di intraprendere una strada più o meno incisiva nella gestione della crisi. La politica più probabile sembra essere quella di un intervento (non illimitato, ma orientativamente pari a 20 miliardi a settimana) nell’acquisto di Btp e Bonos, nell’ipotesi in cui lo spread con i Bund superi un certo limite, ancora da individuare.

Quanto sopra servirebbe tuttavia a puntellare il bilancio europeo nel brevissimo termine. Più in là, occorrerà affrontare le scadenze del primo trimestre del 2012, quando l’Europa avrà necessità di 280 miliardi di euro per evitare il default multiplo, e ulteriori 520 miliardi di euro per il resto dell’anno. Ecco allora che la Bce potrebbe spingersi oltre, e andare ad acquistare titoli bancari, anche di qualità non eccelsa, pur di salvare il sistema bancario e creditizio continentale.

Il 9 dicembre Monti dovrà invece partecipare al vertice europeo. In quell’occasione dovrà pubblicamente spiegare le misure dell’Italia, e vi sono pochi dubbi circa il grado di positivo accoglimento nei confronti di Germania e Francia, che si sono già dette piacevolmente sorprese del lavoro programmato.

A guidare l’operato dell’esecutivo Monti sarà anche un report condotto dal commissario europeo Olli Rehn, che ha di fatto auspicato l’assunzione di misura da almeno 11 miliardi di euro, con ritocco del sistema delle pensioni e del mercato del lavoro.

Mar 29/11/2011 da Roberto Rossi in

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