Debito pubblico italiano: straordinaria crescita negli ultimi 20 anni

Come abbiamo visto anche nel corso degli ultimi giorni, l’enorme ammontare del debito pubblico italiano è un male che il Paese si trascina da diversi decenni. Ma siamo sicuri che l’enorme peso passivo che l’economia e la finanza italiana devono sopportare, sia veramente figlio di una cronicità storica, e non sia invece prodotto prevalentemente nel corso della Seconda Repubblica?
A pensarla in maniera certamente non convenzionale è Oscar Giannino: il giornalista economico sostiene infatti che il debito pubblico italiano attuale, sia sostanzialmente l’eredità lasciata a noi dai governi della Seconda Repubblica i quali hanno contribuito per il 60% alle esposizioni passive attuali.
In altri termini, Giannino ha ricostruito l’andamento del debito pubblico italiano dal 1946 ad oggi, evidenziando come l’attuale livello (circa 2 mila miliardi di euro) sia stato generato prevalentemente negli ultimi 20 anni e, in maniera più profonda, durante le varie “edizioni” del governo Berlusconi.
Questa l’evoluzione del debito pubblico italiano secondo Giannino:
- 1946 – 1992 (circa 47.50 milioni di euro al giorno) I Repubblica
- 1992 – 1994 (circa 285.00 milioni di euro al giorno) governi Amato e Ciampi
- 1994 – 1995 (circa 330.10 milioni di euro al giorno) governo Berlusconi I
- 1995 – 1996 (circa 207.30 milioni di euro al giorno) governi Dini
- 1996 – 1998 (circa 96.20 milioni di euro al giorno) governo Prodi I
- 1998 – 2000 (circa 76.30 milioni di euro al giorno) governo D’Alema
- 2000 – 2001 (circa 124.50 milioni di euro al giorno) governo Amato
- 2001 – 2006 (circa 124.30 milioni di euro al giorno) governo Berlusconi II e III
- 2006 – 2008 (circa 97.50 milioni di euro al giorno) governo Prodi II
- 2008 – 2011 (circa 217.80 milioni di euro al giorno) governo Berlusconi IV
Come evidente, è soprattutto dal 1992 ad oggi che la crescita del debito pubblico si è fatto più insistente, con conseguente crollo delle certezze di coloro che invece assumono come un dato di fatto un pregresso accumularsi dell’esposizione in questione.
L’accumulo medio giornaliero del debito pubblico ha subito un’impennata radicale con l’esordio della Seconda Repubblica, passando dalla media di 47,5 milioni di euro al giorno fino al 1992, ai successivi 285 milioni di euro negli anni dell’era Tangentopoli. Ulteriore aumento è poi giunto con il primo governo Berlusconi (330,10 milioni di euro), con un conseguente calo nel corso del governo Prodi e in quello successivo D’Alema. Terminata l’epoca del centro – sinistra, l’accumulo medio giornaliero del debito pubblico è cresciuto a quota 124,3 milioni di euro al giorno con il governo Berlusconi II e III, per poi schizzare verso quota 217,8 milioni di euro al giorno con il governo Berlusconi IV.
Per chi volesse approfondire il tema, segnaliamo il nostro post di approfondimento didattico sul debito pubblico.
Gio 24/11/2011 da Roberto Rossi in Governo











