Default multiplo, Moody’s lancia l’allarme per tutta l’Europa

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Euro Currency Bank Notes

Moody’s, una delle tre principali agenzie di rating del mondo, ha lanciato ufficialmente l’allarme: “le probabilità di default multipli fra i Paesi dell’area euro non sono più irrilevanti. Più a lungo la crisi di liquidità continua, più velocemente continuerà a crescere la probabilità di default”. Ma cosa è il default multiplo per l’Europa, e quali sono i rischi concreti per l’Italia? Cerchiamo di saperne di più, con un piccolo approfondimento su questo importante tema.

Che cosa è il default multiplo. Il timore di Moody’s è sembrato piuttosto chiaro: l’agenzia di rating teme che il crollo di un Paese membro possa portare, a cascata, una correlazione verso altre economie continentali. Il legale che stringe a sè le varie nazioni dell’eurozona è infatti ben più forte di quanto inizialmente immaginabile, e il rischio concreto è che al default di un Paese (la Grecia?) possa seguirne un altro, o altri due o tre, nel breve medio periodo.

I timori di Moody’s. Moody’s ha espresso le sue preoccupazioni in una nota diramata a mezzo stampa, che ha fatto il giro del mondo in pochi minuti. “L’area euro si avvicina a un bivio che la porterà o verso una più stretta integrazione o verso una maggiore frammentazione” – si legge nel documento. L’unico lato positivo della nota è relativo alla previsione di stabilità dell’Eurozona, garantità solamente se l’area della valuta unica europea eviterà altri default oltre a quello greco, sostanzialmente già accertato. Nell’ipotesi contraria, “una serie di default potrebbero aumentare in modo significativo la probabilità che uno o più membri lascino l’eurozona”.

E l’Italia? Moody’s, nella sua periodica osservazione, passa al dettaglio tutti i principali Paesi “incriminati” di nuocere alla stabilità dell’area euro. E se per la Grecia non ci sono attenuanti, l’agenzia di rating statunitense trova il tempo per esprimere qualche commento positivo sul Belpaese. “Non ci sono discussioni con le autorità italiane a proposito di un programma di finanziamento da parte del FMI” – ha riportato inoltre un portavoce del Fondo, smentendo l’intervento da 600 miliardi di euro per la nazione. Eppure è proprio Moody’s a chiamare in causa il Fmi, “scommettendo” sulla sua necessità nel breve termine.

La nostra opinione. Insomma, Moody’s non sembra avere molta fiducia sul futuro dell’eurozona, ammettendo che le possibilità di un “rientro” della crisi siano limitate all’ipotesi relativa alla sola insolvenza della Grecia. Se però anche un secondo Paese dovesse terminare in default, la crisi della valuta unica sarebbe probabilmente irreversibile. A nostro giudizio, a questo punto l’intervento congiunto da parte di Bce e Fmi sembra essere pressochè inevitabile, con il primo, quasi certo, relativo a una importante e continua iniezione di liqudità, e il secondo, ancora da concordare.

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Lun 28/11/2011 da Roberto Rossi in

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