Derivati finanziari: come funzionano

I derivati finanziari sono degli strumenti finanziari con un valore derivante da quello di attività sottostanti: l’andamento dei derivati dipenderà pertanto dal trend assunto dagli asset influenzanti il suo valore, che, a seconda della natura dello strumento finanziario, potranno essere valute, merci, crediti, altri strumenti finanziari, indici o panieri finanziari, o addirittura altri derivati, creando così una correlazione indiretta dell’andamento dei vari valori di quotazione degli stessi derivati.
Per comprendere come mai, negli ultimi anni, i derivati siano diventati una “croce” per molte imprese italiane, cerchiamo di capire con ordine quali sono le proprie funzioni.
A COSA SERVONO I DERIVATI
I derivati servono principalmente a coprire eventuali conseguenze negative finanziarie derivanti dall’avvenimento di rischi di cambio, di tasso, di oscillazione dei prezzi e altri potenziali pregiudizi (come i rischi di credito).
Si tratta pertanto di una sorta di garanzia, che si attiva all’avverarsi del rischio, contribuendo così a ridurre l’imprevedibilità gestionale aziendale.
QUALI SONO I PRINCIPALI DERIVATI?
I principali derivati negoziabili sui mercati italiani sono:
I “GUAI” DEI DERIVATI
Visto e considerato che i derivati nascono per diminuire i rischi, potrebbe non esser chiaro come mai il loro utilizzo è finito con il danneggiare i sottoscrittori, anziché migliorare le proprie condizioni di serenità gestionale.
La spiegazione è ricercabile nell’avvenuta variazione dell’utilizzo degli stessi strumenti, che più che per operazioni di protezione vengono oggi utilizzati per fini speculativi, generando spesso gravi perdite per i sottoscrittori, che spesso si fidano inconsapevolmente di operatori – venditori di questi strumenti finanziari, scarsamente conoscitori del prodotto e dei rischi che conseguono ad una imprudente gestione degli stessi.
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Mer 27/10/2010 da Roberto Rossi in Azioni Borsa











