Europa in rosso, petrolio in fiamme

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La crisi libica continua ad essere la maggiore determinante influenzante l’andamento dei principali mercati finanziari internazionali. Mentre, come abbiamo visto ieri, c’è chi pensa che l’instabilità del Paese nordafricano non produrrà ancora alcun effetto sui tassi di mercato, c’è invece chi si limita ad osservare quanto sta accadendo sul fronte delle valute e, ancora, sulle fondamentali borse azionarie del vecchio Continente, con i listini che “scontano” il timore di turbolenze ancora maggiori nell’area mediterranea.

A preoccupare è infatti la possibile crisi del petrolio e di altre fonti energetiche, la cui fornitura potrebbe essere messa in discussione da decisioni, al momento imprevedibili, in grado di giungere dai confini libici.

Di conseguenza, il derivato sul greggio, al Nymex, è schizzato sopra la soglia dei 100 dollari al barile, con conseguenze potenzialmente molto dannose sul fronte della crescita economica internazionale.

Per quanto concerne invece il mercato valutario, l’euro torna ad apprezzarsi nei confronti delle altre valute di principale confronto. Nel corso dei prossimi giorni verranno pubblicati gli ultimi aggiornamenti sull’andamento delle economie nazionali, e sulle trimestrali di alcune corporate del Continente. Vi terremo ovviamente aggiornati su tutti gli sviluppi.

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Gio 24/02/2011 da Roberto Rossi in ,

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