Fallimenti societari: Circuit City getta la spugna

Dopo aver cercato invano di cedere i propri asset, Circuit City, una delle più importanti catene di elettronica degli Stati Uniti, ha gettato la spugna ed ha deciso di chiudere i battenti. La società, dopo aver annunciato nello scorso mese di novembre il ricorso alla protezione dai creditori, in accordo con le norme previste dal “Chapter 11” della legge fallimentare americana, chiude così oltre 550 punti vendita e lascia senza posto di lavoro ben 30 mila persone.
Il crollo dei consumi dei cittadini statunitensi ha contribuito ad accelerare il declino della società americana, la quale tra l’altro non è riuscita, complice la crisi, a trovare nuovi soggetti finanziatori in grado di sostenere il piano di ristrutturazione. Due, in particolare, erano stati i soggetti interessati alla possibile acquisizione di Circuit City: un miliardario messicano e una società di investimenti privata, ma le condizioni per l’acquisto sono risultate insostenibili.
James Schaye, presidente e CEO di Hudson Capital Partners, che figura tra i liquidatori, ha reso noto che Circuit City ha da smaltire merce in magazzino, per un valore pari a ben $ 1,8 miliardi, che sarà ceduta con sconti soggetti a possibili aggiustamenti durante la fase di liquidazione.
Nel complesso, Circuit City ha pagato a caro prezzo la congiuntura sfavorevole ma anche scelte del passato che si sono rivelate non felici. Dal licenziamento degli impiegati con stipendi elevati, culminato nel 2007 con il taglio di 3700 posti di lavoro, alla continua chiusura di punti vendita accompagnata dal reclutamento di personale con bassi livelli retributivi.
L’aspra concorrenza della rivale Best Buy ha poi contribuito ad erodere i margini di vendita di Circuit City che, di conseguenza, non è più riuscita a far quadrare i conti fino ad accumulare, in base ai dati disponibili al 31 agosto 2008, oltre 2,3 miliardi di dollari di debiti.
Il livello troppo basso delle vendite di fine anno ha comunque pesato su tutto il comparto della grande distribuzione organizzata, non solo negli Stati Uniti ma anche nel Regno Unito dove parecchie società sono state costrette a chiudere i battenti ed a licenziare in tronco il personale.
Negli USA, oltre al fallimento di Circuit City, c’è stato l’avvio della procedura di protezione dai creditori anche per Gottschalks Inc. e Goody’s Family Clothing. Lo stesso dicasi per KB Toys, Parent Co. e, nei mesi scorsi, per Linens ‘N Things, Steve & Barry’s e Mervyns LLC.
Immagine tratta da: www.indigoimage.com
Dom 18/01/2009 da Phil in Azioni Nyse, Best Buy, Circuit City, Stati Uniti










