Fiat al lavoro per superare la crisi

La Fiat nella sua lunga storia ha superato momenti di crisi cui si sono alternati periodi di grande espansione e di grandi successi. La crisi finanziaria, partita dagli USA e propagatasi in tutto il mondo, ha dapprima messo in ginocchio i produttori di automobili a stelle e strisce, ed ora sta creando non pochi problemi ai grandi player europei, ivi compresa la società del Lingotto.
L’accordo con Chrysler è per la Fiat il primo passo per un riassetto ed una riorganizzazione che si rende necessaria visto il crollo della domanda causato dal declino degli acquisti di beni di consumo durevoli. Non a caso, Fiat Group Automobiles ha archiviato l’ultimo trimestre del 2008 con un giro d’affari in calo del 21% proprio per effetto della contrazione dei volumi di vendita.
In Borsa nelle ultime sedute il titolo Fiat è stato bersagliato dalle vendite, al punto da toccare i minimi degli ultimi dodici anni sotto la soglia dei quattro euro per azione. La società guidata da Sergio Marchionne, a causa della congiuntura sfavorevole, rimane tra l’altro sotto l’occhio vigile delle Agenzie di rating, con Standard & Poor’s che, in particolare, ha messo sotto osservazione, con implicazioni negative, il rating sul debito a breve e lungo termine della società.
Per superare la crisi, Fiat necessita nel breve di nuove linee di credito che presto potrebbero essere concesse dai principali istituti di credito italiani; appare altresì necessario, per la salvaguardia dei livelli occupazionali, un intervento del Governo italiano a sostegno dell’auto. Ma un intervento dell’UE con un pacchetto di aiuti ‘modello USA‘ ai produttori di automobili del Vecchio Continente sarebbe di certo più incisivo per ripristinare anche in Borsa la fiducia sui titoli del comparto dell’auto.
Non a caso, anche per i mesi di febbraio e marzo i lavoratori Fiat degli stabilimenti di Melfi e di Mirafiori dovranno osservare un altro periodo di cassa integrazione. Fiat, nel complesso, paga la sua forte dipendenza dal mercato dell’auto italiano, visto che alcune voci dei conti 2008 presentati dalla società torinese sono più che lusinghieri; ad esempio, nel Sudamerica la società del Lingotto registra vendite in aumento non compensate però dalla caduta degli acquisti di nuove autovetture in Italia ed in Europa.
Le banche d’affari di conseguenza, hanno rivisto il proprio giudizio e prezzo obiettivo sulle azioni Fiat, a partire da JP Morgan che ha abbassato il target price a 3,5 euro dai precedenti 5 euro, mentre ING lo ha portato da 6 euro a 4 euro. Spetta ora a Fiat fare le scelte giuste per superare la crisi in una fase dove l’aspra concorrenza su scala globale ed il declino della domanda impongono una revisione radicale del business.
Immagine tratta da: www.mondomotoriblog.com











