Fiat e la crisi dell’auto

Nelle fasi di recessione economica, la crisi dei consumi si riflette in prima battuta sui beni di consumo durevoli. Ecco spiegata, a parte poche eccezioni, la crisi mondiale delle case automobilistiche, costrette ad adottare piani di ristrutturazione basati su tagli al personale ed alla produzione unitamente alla sospensione o chiusura dell’attività di alcuni impianti.
La crisi in Italia non ha risparmiato neanche la Fiat, le cui quotazioni in Borsa sono crollate a poco più di sei euro per azione rispetto ai 20 euro di pochi mesi fa. Nel nostro Paese, ad ottobre, il mercato dell’auto ha fatto registrare il livello di immatricolazioni peggiore degli ultimi 12 anni.
La crisi ha colpito pure colossi del calibro di Toyota, mentre negli USA Ford e General Motors stanno quasi lottando per la sopravvivenza. In Italia, tra l’altro, non va bene neanche il mercato dell’usato, che nel mese di ottobre ha fatto registrare una contrazione di poco superiore al 4% rispetto allo stesso periodo del 2007.
Fiat il mese scorso s’è comportata meglio della media di mercato, registrando un calo delle immatricolazioni del 13,12%, a fronte di una quota di mercato che comunque è salita sopra il 32% rispetto al 30,60% dell’ottobre 2007; pollice verso anche per il marchio Alfa Romeo, mentre una buona tenuta, con un calo di appena lo 0,69%, hanno fatto registrare le nuove immatricolazioni targate Lancia.
La società del Lingotto ha invece riportato ottimi risultati nel campo della vendita di veicoli commerciali, con una quota di mercato che, nei primi dieci mesi del 2008, si è attestata in crescita al 43,2% rispetto al 42,3% dello stesso periodo del 2007.
Auspicando una stabilizzazione dei mercati finanziari, unitamente al calo dei costi delle materie prime e dei tassi di interesse, Fiat dovrebbe e potrebbe avvantaggiarsi dei possibili segnali di ripresa di una domanda che, tra l’altro, dovrebbe spostarsi dalle vetture di fascia alta a quella media, dove di certo Fiat in Europa non appare seconda a nessuno per rapporto qualità/prezzo e per competitività. La casa torinese, inoltre, potrebbe anche avvantaggiarsi di possibili provvedimenti da parte dell’attuale Governo in carica per incentivare l’acquisto di nuove auto al fine di risollevare l’andamento stagnante dei consumi.
Gli analisti di Merrill Lynch, intanto, hanno recentemente abbassato per effetto della crisi generalizzata le stime sugli utili per azione di Fiat attesi nel 2009, ma hanno alzato il rating sul titolo da “underperform” a “neutral” citando la capacità dell’azienda rispetto al passato di diversificare il proprio business; gli esperti della banca d’affari hanno altresì fissato su Fiat un prezzo obiettivo a 8 euro, ovverosia quasi il 30% in più rispetto alle attuali quotazioni di Borsa.
Lun 10/11/2008 da Phil in Fiat, General Motors, Governo, Mercati Finanziari










