Fiat fuori da Confindustria: quali i motivi?

Dopo un lungo tira e molla, Fiat ha rotto gli indugi ed ha abbandonato Confindustria. In una lettera all’associazione degli industriali, l’amministratore delegato del gruppo torinese ha espresso i motivi che hanno portato a questa storica rottura. A partire dal primo gennaio 2012, Fiat e Fiat Industrial non faranno pertanto più parte della Confederazione guidata da Emma Marcegaglia, che non ha potuto far altro che prendere atto della decisione unilaterale del gruppo.
“La firma dell’accordo interconfederale del 21 settembre” – si legge nella lettera firmata da Marchionne - “ha fortemente ridimensionato le aspettative sull’efficacia dell’articolo 8. Si rischia quindi di snaturare l’impianto previsto dalla nuova legge e di limitare fortemente la flessibilità gestionale”.
La rottura tra Fiat e Confindustria è quindi figlia delle opposizioni sorte tra le due parti sul fronte dei contratti nazionali, con il Lingotto che ha domandato più volte maggiore spazio di manovra sul fronte della contrattazione aziendale, prevalente rispetto a quella collettiva nazionale.
“Fiat, che è impegnata nella costruzione di un grande gruppo internazionale con 181 stabilimenti in 30 Paesi” – dichiara poi Marchionne – “non può permettersi di operare in Italia in un quadro di incertezze che la allontanano dalle condizioni esistenti in tutto il mondo industrializzato”.
Gio 06/10/2011 da Roberto Rossi in Fiat











