Fiat, tutti contro Marchionne

Per il 21 ottobre la Fiom ha indetto uno sciopero di tutti i lavoratori del gruppo Fiat, al fine di protestare contro le ultime mosse licenziate dall’amministratore delegato Sergio Marchionne. Una serie di scelte piuttosto impopolari, quelle del manager Fiat – Chrysler, che sono poi collimate con la sonora fuoriuscita da Confindustria, la più importante associazione italiana degli industriali, con decorrenza dal 1 gennaio 2012.
Oltre alle parti sindacali, a non gradire l’atteggiamento di Sergio Marchionne è anche la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, che in una recente lettera indirizzata a tutti i presidenti regionali dell’associazione degli imprenditori, afferma le proprie ragioni successive all’annuncio di Fiat di lasciare la confederazione.
Una scelta che Marcegaglia ha accettato con “disappunto”, poichè le ragioni sulle quali si basa la decisione di Marchionne appaiono particolarmente difficili da decifrare, alla luce – continua Marcegaglia – dell’assenza di contrasti tra l’accordo interconfederale sottoscritto con i sindacati il 28 giugno, e l’articolo 8 della manovra del governo.
Una scelta che tuttavia Marchionne ha voluto ribadire anche nel corso degli ultimi interventi, e che secondo i più timorosi potrebbe costituire l’anticamera di un abbandono di parte della produzione italiana di Fiat, verso lidi stranieri.
Mer 12/10/2011 da Roberto Rossi in Fiat











