Finmeccanica, lo scandalo politico fa tremare la società

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finmeccanica borgogni

Lo scandalo che sta colpendo in questi giorni i vertici di Finmeccanica, rischia di creare non pochi problemi alla tenuta dei conti della compagnia italiana, uno dei leader internazionali nel comparto della cantieristica. Ma cosa è accaduto negli alti troni della società, e perchè questo caos con potenziali risvolti politici potrebbe generare un serio contraccolpo economico, finanziario e patrimoniale?

La vicenda è ancora ben intricata, e non sarà facile, per i pm di Napoli che stanno indagando sul caso, cercare di venire a capo della serie di dichiarazioni che l’ex capo delle relazioni istituzionali dell’azienza, Lorenzo Borgogni, sta effettuando nelle ultime ore. Dichiarazioni che i pm vogliono confutare con prove certe (di qui le perquisizioni compiute a Lugano in settimana), e che potrebbero essere incrociate con altri interrogatori.

In particolar modo, i sostituti procuratori di Napoli, Vincenzo Piscitelli, Henry John Woodcock e Francesco Curcio, stanno cercando di verificare se le accuse avanzate dall’ex manager di Finmeccanica nei confronti di Comunione e Liberazione e della Lega Nord siano o meno veritiere.

Stando alla ricostruzione che la Procura sta mettendo a punto, Finmeccanica avrebbe versato alla Lega Nord e a CL alcuni milioni di euro dopo l’intesa per la vendita di 12 elicotteri Agusta Westland al governo indiano. L’accusa – ad onor di cronaca – è immediatamente stata smentita dalla Lega, e vedrebbe al centro delle transazioni finanziarie con il governo di Nuova Delhi Guido Ralph Haschke.

La vicenda (che i nostri amici di Politica 24 hanno ben riassunto in questo approfondimento), potrebbe, come detto, avere seri riscontri economico finanziari. Un primo assaggio di quanto potrebbe accadere nel medio termine lo si sta avendo con gli scossoni di Borsa di questi ultimi giorni, con Finmeccanica che torna a perdere terreno a causa dell’incertezza sul possibile ricambio ai vertici societari, e sulla base della cautela espressa da alcuni osservatori per quanto concerne la tenuta del titolo.

Secondo quanto rivelano le indiscrezioni diffuse a mezzo stampa, il gruppo potrebbe presto procedere alla sostituzione del presidente e dell’amministratore delegato Giuseppe Orsi è stato indagato dalla procura di Napoli per l’ipotesi di corruzione internazionale e riciclaggio.

Il premier Monti non ha voluto esprimere alcun commento sull’ipotesi di una sostituzione del vertice societario, ma secondo quanto rivelato dal Sole 24 Ore, il governo potrebbe prendere una decisione già entro le prossime due settimane.

Un’incertezza che potrebbe penalizzare l’andamento del titolo in Borsa, con Citi che ha già alzato il target price sul titolo da 2,6 euro a 3 euro, ma ha altresì confermato il rating sell sul gruppo, “alla luce della nostra posizione prudente sui mercati finali del settore difesa e delle sfide legate al piano di ristrutturazione, in particolare il miglioramento del flusso di cassa”.

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Gio 26/04/2012 da Roberto Rossi in

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