Fondo Monetario Internazionale, la corsa per il dopo Strauss-Kahn

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Travolto dallo scandalo, il numero 1 del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha confermato le dimissioni. Una scelta moralmente obbligata, secondo i più, che apre a questo punto nuovi e importanti scenari su ciò che potrebbe accadere per la corsa alla ambita poltrona di guida dell’istituzione, con l’Europa e le principali economie emergenti che dovranno spartirsi il trono del Fondo Monetario Internazionale.

Che si debba nominare un esponente europeo è opinione molto diffusa tra i vertici dei Paesi del vecchio Continente. Così la pensa ad esempio Angela Merkel, il cancelliere tedesco, e così ritiene anche Jose Manuel Barroso, presdidente della Commissione Europea.

Le ragioni dei due di cui sopra sono abbastanza evidenti: è l’Europa ad essere il maggior contributore al Fondo Monetario Internazionale e, di conseguenza, potrebbe rivendicare legittimamente il ruolo di leader all’interno dell’istituzione.

Ma quali i nomi? I due maggiormente “papabili” non sono proprio delle novità. Si parla infatti di Jean Claude Trichet, presidente uscente della Banca Centrale Europea, e di Alex Weber, che era fino a poco tempo fa uno dei candidati principali per la Banca Centrale Europea, prima di essere scavalcato da Mario Draghi.

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