Fondo Salva Stati, breve guida allo strumento anti-crisi

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Negli scorsi giorni abbiamo parlato in più occasioni del Fondo Salva Stati. Cerchiamo quindi di spiegare chiaramente cosa sia questo particolare strumento anti-crisi, anche alla luce delle recenti decisioni tedesche, in merito a un suo “rinvigorimento” nella funzione di supporto ai Paesi maggiormente in difficoltà. Una breve guida a questa importante leva che potrebbe consentire la costituzione di adeguate scialuppe di salvataggio in caso di totale naufragio della nave europea.

Il Fondo Salva Stati (o, meglio, l’Efsf, acronimo di European Financial Stability Facility) è il Fondo di Stabilità Europeo creato nel maggio dell’anno scorso tra i Paesi membri dell’eurozona. Un Fondo la cui nascita è già, pertanto, figlia della attuale ondata di crisi economica, e che con il tempo ha avuto la possibilità di incrementare la propria dotazione fino a 440 miliardi di euro.

Ma cosa può fare il fondo? In sintesi, lo strumento principale del fondo è relativo alla possibilità di emettere dei bond con rating massimo (AAA), per finanziarie gli Stati in difficoltà. Dal prossimo 2013, il Fondo sarà sostituito dall’Esm (European Stability Mecanism).

E, infine, chi contribuisce di più al Fondo Salva Stati? Le contribuzioni alla dotazione di capitale del fondo dipendono dalle quote detenute dai membri euro nella Bce. Pertanto, a far la parte del leone è la Germania, con una partecipazione superiore al 27%, seguita da Francia (20,32%) e Italia (17,68%).

Mar 04/10/2011 da Roberto Rossi in

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