Fondo Salva Stati, prima intesa sul rischio default greco

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Primi, timidi, accordi sul nuovo fondo Salva Stati permanente, lo strumento che dovrebbe permettere all’Eurozona di costituire uno scudo più solido contro le criticità finanziarie internazionali che sembrano essersi abbattute duramente e in maniera consolidata sui conti di alcuni tra i Paesi membri dell’area della moneta unica del vecchio Continente.

A divenire protagonista dei passi in avanti verso i nuovi fondi da destinare al salvataggio degli Stati è proprio l’Italia, che con il suo premier Mario Monti ha avuto modo di illustrare in maniera compiuta le liberalizzazioni che sono state approvate a Roma, incassando l’appoggio sostanziale di tutti i colleghi e dei commissari europei.

Se il responso verso l’Italia sembra essere positivo, lo stesso non si può certamente dire nei confronti della Grecia: il governo ellenico non è riuscito ancora a trovare un accordo con i suoi creditori, a causa delle divergenze sui tassi di interesse dei nuovi bond che sostituiranno quelli in scadenza. Le banche non vogliono scendere sotto il 4% (in un primo momento avevano provato a puntare al 4,5% o al 5%), mentre Atene non vuole salire sopra il 3%. L’Eurogruppo si sta impegnando per arrivare intorno al 3,5%, una via di mezzo che potrebbe consentire la chiusura della transazione. Se nei prossimi giorni non arriverà l’atteso accordo, a marzo la Grecia sarà costretta a dichiarare il default.

Tornando al fondo Salva Stati (sostitutivo dell’attuale Efsf), ciò che è noto è che sarà operativo a partire da luglio e che in un primo momento si sovrapporrà al vecchio Efsf che invece rimarrà attivo fino al 2013. Ciò che invece non è stato determinato è l’aumento finanziario delle dotazioni al fondo, visto e considerato che non tutti i Paesi sembrano propensi a metter nuovamente mano all’accelerazione dei versamenti. La cifra che al momento sembra più probabile è quella di 750 miliardi di euro.

Ancora, i ministri economici dell’Eurozona si sono confrontati altresì sul Fiscal compact, il trattato sul patto di bilancio che dovrebbe rafforzare la governance europea. Il testo prevede sanzioni per i Paesi che non si adeguano alle nuove regole e, a partire dal 2013, aiuti solo agli Stati che avranno ratificato l’intesa.

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Mar 24/01/2012 da Roberto Rossi in ,

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