Fonsai news, il ruolo di Mediobanca e le decisioni dell’Authority

La vicenda Fonsai-Unipol sta per arrivare al punto cruciale. Eppure le sorprese e le perplessità non mancano, come quelle – ad esempio – legate al ruolo giocato da Mediobanca nella riorganizzazione del settore, e le decisioni dell’Authority in merito alle posizioni dell’istituto.
FonSai: il nuovo ruolo di Medioabanca
Secondo diversi analisti di mercato, il ruolo di Mediobanca potrebbe nuovamente mischiare le carte in tavola nella complessa e lunga vicenda della riorganizzazione del mercato assicurativo italiano.
Gli osservatori di Borsa sottolineano infatti come Mediobanca abbia un triplice ruolo da co-protagonista, essendo creditore di FonSai per un miliardo di euro, creditore di Unipol per 400 milioni di euro, e capofila del consorzio di garanzia degli aumenti di capitale, oltre che principale azionista delle Generali con una quota pari a 13 punti percentuali.
Una posizione di sicura prevalenza, che potrebbe generare non pochi problemi in sede di Antitrust, già da tempo preoccupata da cosa potrebbe accaderre in caso di variazione dell’attuale (precario?) equilibrio del mercato creditizio e assicurativo italiano, anche in seguito al controllo di fatto di Mediobanca sulle Generali.
L’Authority, guidata ancora da Catricalà all’epoca dei fatti che stiamo esponendo, nel giugno 2011 aveva infatti condizionato l’ingresso di Unicredit in FonSai alla cessione della partecipazione detenuta nelle Generali, al fatto che Jonella Ligresti abbandoni le riunioni del consiglio di amministrazione dell’istituto di credito quando si discute di strategie del settore assicurativo e al divieto per i tre consiglieri espressi da Mediobanca in FonSai di partecipare alle deliberazioni in merito alla partecipazione in Mediobanca.
Considerata questa premessa, è lecito attendersi un atteggiamento di primo piano dell’Antitrust quando sarà chiamato a pronunciari sull’integrazione tra Unipol e FonSai. Difficile prevedere cosa avrà in mente l’Autorità: ciò che invece appare sicuro, è che la vicenda rischia di complicarsi ulteriormente.
La posizione dell’Isvap
Mentre ancora si vanno ridefinendo le posizioni sulla potenziale e probabile unione con Unipol, Fondiaria Sai ha comunque reso noto che procederà all’aumento del capitale stimolato dall’urgenza ribadita dall’Isvap. Sebbene non sia ancora nota una data di avvio della procedura di ripatrimonializzazione societaria, tutto sembra far propendere per un completamento dell’iter di incremento del capitale sociale entro la fine del mese di maggio, ammesso che tale tempistica risulti compatibile con l’accordo tra Premafin e Unipol.
Tuttavia, anche se il progetto di integrazione non risultasse più perseguibile, Fondiaria Sai ha comunicato che si attiverà per poter ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per dare comunque corso all’esecuzione dell’aumento di capitale. Sulla base degli impegni preliminari, Mediobanca e altre banche avrebbero già manifestato la propria disponibilità a sottoscrivere l’aumento di capitale, ma solo a patto che l’integrazione abbia esito positivo.
Insomma, sebbene l’aumento di capitale possa comunque farsi anche al di là dell’effettiva integrazione con Unipol, tutti gli operatori non vedono l’ora di mettere le mani sul nuovo polo assicurativo, che potrebbe divenire il secondo leader nazionale dietro a Generali, ma primo nel ramo danni.
Quella appena cominciata è una settimana davvero cruciale per il destino di Fonsai. Il primo step per cercare di sbrogliare una intricatissima matassa è relativa al comportamento di Premafin, la holding che controlla il 35% della compagnia assicurativa, il cui advisor (Leonardo) effettuerà una serie di incontri finalizzati a cercare di comprendere in che modo permettere a Unicredit e Mediobanca di ottenere il via libera alla ristrutturazione del debito da quasi 370 milioni di euro, anticamera per l’ingresso in Unipol.
Mentre altre banche vorrebbero poter valutare altre proposte (tra cui quella di Sator-Palladio), l’attenzione degli stakeholders sembra essere principalmente incentrata sugli atteggiamenti di Premafin, che ha ancora quattro giorni di tempo per dirimere gli ultimi dubbi, prima della scadenza della proposta di intervento di Sator-Palladio.
Il termine è infatti fissato nell’8 marzo, e fino a questo momento non è noto se sarà o meno oggetto di rinvio. Una scadenza cruciale e ravvicinata, dunque, con Sator e Palladio che stanno alla finestra aspettando che la posizione di Unipol si deteriori in autonomia.
Le carte di Sator e Palladio sono principalmente due. La prima è di natura civilistica: Premafin ha un patrimonio negativo e, di conseguenza, ricadrebbe nell’ambito dell’art. 2447 cc., che obbligherebbe di fatto gli amministratori societari a valutare con attenzione un’offerta migliorativa a quella da trattare in esclusiva. La seconda carta è invece relativa al ruolo di Isvap e Consob, con la seconda che deve ancora valutare l’esenzione dell’Opa, e la prima che invece dovrebbe fornire nuovi termini chiarificatori su come calcolare il margine di solvibilità consolidato.
Sator e Palladio presentano esposto a Consob
In un documento inviato ieri alla Consob, Sator e Palladio stanno cercando di recuperare terreno all’interno della realizzazione del progetto di sistema del polo assicurativo Fonsai. Un documento il cui testo integrale non è ancora noto, ma che il quotidiano La Repubblica ha avuto modo di anticipare in parte, ancor prima che fosse presentato all’Autorità nazionale per le società quotate in Borsa.
All’interno del testo, spicca innanzitutto la richiesta esplicita a Consob affinchè faccia luce sul processo decisionale in corso, in particolar modo per chiarire le responsabilità che fanno capo alle banche creditrici del gruppo, alla holding di controllo Premafin, alla Fondiaria Sai e a Unipol.
Oltre alla richiesta di cui sopra, Sator e Palladio vogliono vederci chiaro in merito al legame di Unipol con Fonsai e Premafin, e al suo ruolo di salvatore privilegiato. Un intento che desidera poter aprire un tavolo alternativo rispetto al piano di salvataggio principale: Sator e Palladio vogliono infatti conoscere i dettagli di un indennizzo eventuale a titolo di penale, e i termini sospensivi della condizione contrattuale di favore per Unipol.
Ancora, il duo vorrebbe sottolineare a Consob la possibilità che la clausola di esclusiva possa conciliarsi ben poco con la difficile situazione di Premafin, vicina al commissariamente, e per la quale l’arrivo di una nuova proposta migliorativa potrebbe essere benvenuta.
Punti che Consob dovrà ora esaminare attentamente, contribuendo a far luce su una vicenda ancora troppo complessa per essere sbrogliata efficacemente.
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Lun 02/04/2012 da Roberto Rossi in Fondiaria Sai, Unipol









