Goldman Sachs abbandona l’Italia: non si fida dei nostri titoli di Stato?

Goldman Sachs, una delle banche d’affari più note del mondo, ha tagliato l’esposizione sui titoli del debito pubblico italiano del 92%. Un atteggiamento che agli occhi di molti analisti è stato interpretato come una vera e propria “fuga” dai rischi propri del mercato del debito pubblico italiano. Ma cosa c’è dietro questa decisione da parte della banca d’affari?
La scelta di liberarsi dei titoli di debito pubblico è della scorsa settimana, più o meno contemporanea alla nomina della stessa banca d’affari in qualità di advisor della cessione della quota di Fintecna del Tesoro alla Cassa Depositi e Prestiti. Ma la decisione di cedere la quota era “vecchia” di almeno qualche mese.
“A fine marzo” – sostiene il Corriere della Sera – “attestano i file delle comunicazioni trimestrali inviate ieri alla Sec, Consob americana, la merchant bank Usa aveva in portafoglio titoli del nostro debito sovrano per 2,510 miliardi di dollari. A fine giugno, Btp, Cct eccetera erano scesi alla modica quota di 191 milioni. Un taglio secco del 92%”.
A questo punto, occorre comprendere quali siano le motivazioni che hanno condotto Goldman Sachs a cedere così tanti titoli di debito pubblico, visto e considerato che – da più parti – non sembra che il giudizio della banca d’affari nei confronti dell’Italia sia così negativo.
“Ed è vero” – prosegue infatti il Corriere – “che neppure la cifra di partenza del confronto — i due miliardi e mezzo di dollari, poco più di due miliardi di euro — era in sé una goccia nel mare dei titoli di Stato italiani: tanto per dare un’idea, il paracadute aperto da tutte le maggiori banche nazionali ha visto l’esposizione- aiuto di un istituto come Intesa salire fino a una cinquantina dimiliardi (dati dell’ultima semestrale). È però vero anche che, a inizio anno, la stessa Goldman nella Repubblica era in realtà tornata a investire. Adesso il gruppo guidato da Lloyd C. Blankfein—e che in passato ha avuto tra i suoi consulenti sulla Penisola nomi di questo calibro: Mario Monti, Mario Draghi, Romano Prodi — inverte di nuovo la tendenza. Fino quasi ad azzerare la propria posizione”.
Insomma, forse la decisione – pur emblematica – nasconde dei risvolti meno gravi dell’apparente.
Vedremo pertanto, nelle prossime settimane, quali saranno le conseguenze di questa decisione, e se la scelta della banca americana sarà o meno replicata da parte di altri istituti di credito occidentali.
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Ven 10/08/2012 da Roberto Rossi in Goldman Sachs











