Governo Monti, ecco le possibili nuove iniziative

Il governo Monti oggi è destinato ad ottenere la fiducia, fornendo altresì le prime indicazioni sulle riforme che intende attuare. Cerchiamo quindi di comprendere quali possono essere le principali azioni che l’esecutivo guidato dal professor Monti potrebbe intraprendere al fine di garantire l’opportuno e urgente riequilibrio dell’economia nazionale.
L’obiettivo a breve termine del governo Monti è infatti quello di produrre i primi sforzi nel corso dei prossimi giorni, al fine di poter presentare a Bruxelles, il 29 novembre, le risposte alle domande avanzate dalla Commissione Europea. E’ pertanto probabile che l’esecutivo possa concentrare le proprie energie su:
- Previdenza: il nuovo ministro del Welfare Elsa Fornero potrebbe puntare sulla c.d. “flessibilità di uscita”, introducendo un mix tra penalizzazione e premi a seconda del momento in cui il lavoratore sceglierà di lasciare il posto, con un’ampia forbice che va dai 62 ai 70 anni. Misure più radicali potrebbero essere l’abolizione dell’anzianità dal 2015, e la quota 100 (sommatoria tra l’età anagrafica e contributiva), già dal 2015.
- Lavoro: le controverse norme sul licenziamento nel settore privato dovrebbero essere oggetto di prossima discussione, così come la “disponibilità” (o mobilità) degli statali, con la messa in stand-by per due anni, e con l’80% dello stipendio.
- Liberalizzazioni: vera chiave di volta delle riforme struttuali, è probabile che il governo Monti possa puntare a spingere su una maggiore concorrenza, in tutti i settori, aprendo ai giovani la possibilità di esercitare professioni finora chiuse dagli Ordini professionali. Importante è anche l’abolizione della tariffa minima da applicare alle prestazioni professionali. Nel medio termine, si potrebbe arrivare a una legge annuale sulla Concorrenza, rilanciando così le liberalizzazioni troppo a lungo rinviate.
- Privatizzazioni: la cessione delle quote pubbliche di Eni, Enel, Poste e Rai potrebbe portare un bell’introito nelle casse dello Stato. Difficile però che l’operazione possa farsi in questo momento, e con questo scenario. Più facile sarà invece procedere alla dismissione di parte del patrimonio immobiliare statale, dalle caserme alle carceri inutilizzate.
- Lotta all’evasione: i recenti risultati forniti dall’Agenzia delle Entrate incoraggiano a spingere l’acceleratore sulla lotta all’evasione. Il problema è tra le massime priorità risolutive del governo Tremonti, che potrebbe portare la ribasso il limite dei pagamenti in contante.
- Fisco: ritorno dell’Ici sulla prima casa e patrimoniale. Sono queste le due leve più gettonate dalla stampa e, probabilmente, anche quelle maggiormente nella mente del professor Monti. L’Ici sulla prima casa fu abolita dal governo Berlusconi nel 2008, e una sua reintroduzione potrebbe portare un gettito da 3,5 miliardi di euro.
Gio 17/11/2011 da Roberto Rossi in Governo











