Inizio di settimana all’insegna delle vendite per Wall Street (23 Settembre)

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WallStreet 23Settembre

(23 Settembre) Dopo le chiusure positive di venerdì tornano le preoccupazioni sull’economia statunitense che mandano a picco i listini. Gli operatori sono dubbiosi sull’efficacia della politica intrapresa dal Tesoro. Il petrolio balza sino a +24% in poche ore e torna vicino ai livelli del luglio scorso. Il Dow Jones ha perso il 3.27% a 11015, l’S&P500 il 3.82% a 1207, il Nasdaq ha ceduto il 4.17% a 2178.

I bancari sono stati i titoli più venduti ieri e l’indice settoriale dello Standard & Poor’s, lo S&P Banking Index, cede circa il 10% annullando i guadagni di venerdì. Rivoluzione per Goldman Sachs e Morgan Stanley che da banche d’affari si trasformano in banche commerciali a tutti gli effetti; la manovra è funzionale a limitare la necessità di capitali da parte dello Stato aprendo così l’accesso alle passività dei depositi. I titoli delle due banche chiudono comunque in flessione; perdono anche Bank of America (-8,88%), Jp Morgan (-13,28%) e American Express (-7,70%). Piacciono al mercato i piani di buy back annunciati da HP e Nike rispettivamente per $8 e 5 miliardi di dollari. La Sec aumenta la lista delle società per cui sono vietate operazioni di short selling.
Gli hedge founds abbandonano l’azionario per concentrarsi sul petrolio. Le speculazioni innescate fanno schizzare i futures a circa 130$ per poi chiudere con un progresso del 15,7% a 120,97 dollari al barile.
Sul valutario dollaro in picchiata per la congiuntura sfavorevole; la valuta europea sale a 1,4852.

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