Insider trading: scoppia il caso della Banca Centrale Svizzera

Non poteva iniziare nel peggiore dei modi il 2012 per Philipp Hildebrand, presidente della Banca Centrale Svizzera, accusato da un avversario politico di insider trading. Un’accusa talmente pesante, e comprovata da presunti fatti e documenti, che ha costretto la Banca Nazionale a una pronta smentita. Arrivata tuttavia troppo tardi, quando lo scandalo era già sulle prime pagine di tutti i giornali elvetici. La vicenda è passata in secondo piano da noi, ma Finanza e Borse vuole portarla alla ribalta per i suoi lettori
La fissazione del cambio con l’euro. Per comprendere cosa può essere accaduto tra i vertici dell’istituzione monetaria elvetica occorre tuttavia fare un piccolo passo indietro al 6 settembre, data in cui la Banca ha deciso di fissare a quota 1,20 il cambio con l’euro, al fine di evitare l’eccessivo apprezzamento della valuta svizzera, divenuta in rapido tempo bene rifugio in tempi di crisi del debito.
Hildebrand e la moglie. Proprio su tale decisione sembra maturato il reato di insider trading per Hildebrand: secondo il suo avversario principale (il leader Udc Cristoph Blocher), infatti, il presidente della Banca avrebbe comunicato tale decisione alla propria moglie, la quale avrebbe acquistato euro per 500 mila franchi poche settimane prima dell’avvenuta fissazione del cambio, con un guadagno netto di 100 mila franchi.
La smentita. “Tutto falso”, sostengono dalle parti della Banca Nazionale. “Philipp Hildebrand non ha tratto benefici illeciti e personali” dall’introduzione della fissazione del cambio. Una smentita che si baserebbe addirittura su un’indagine interna, compiuta in tempi rapidissimi per ridare credibilità ai vertici dell’istituzione monetaria.
Le conseguenze. Le conseguenze di quanto appena affermato dovrebbero essere molto nocive per le parti in causa. Hildebrand sarà costretto a dimostrare la correttezza del proprio operato e la propria buona fede. Ma Blocher, o chi per lui, dovrà spiegare in che modo è venuto in possesso di documenti riservati quali gli estratti conto bancari, in un Paese dove il segreto bancario dovrebbe essere, per eccellenza, più che elevato.
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Mar 03/01/2012 da Roberto Rossi in Banche












Svizzera. La Nazione dei puri-tani.
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