La7 in vendita, Al Jazeera e Ben Ammar mostrano interesse

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E’ finalmente arrivato il termine per le manifestazioni di interesse (preliminare) sulle attività di Telecom Italia Media. Citigroup e Mediobanca, i due advisor che dovrebbero occuparsi di valutare i potenziali acquirenti del business La7 e dintorni, daranno infatti il via alle procedure di selezione e di “ponderazione” del reale interesse dei compratori.

Come prevedibile, si è pertanto scatenata la corsa all’individuazione del candidato numero 1. “Tra gli addetti ai lavori” – sottolinea Il Sole 24 Ore – “circolano ormai da settimane alcuni nomi, anche se non mancano i commenti scettici al riguardo. Il dossier sarebbe stato inviato al gruppo L’Espresso di Carlo De Benedetti (che non sarebbe interessato) fino a Sky Italia, la controllata italiana dell’impero del magnate Rupert Murdoch, ma anche ad Al-Jazeera, la Cnn del mondo arabo, vicina a Tarak Ben Ammar, l’uomo d’affari franco-tunisino che gode di ottime relazioni nel mondo televisivo italiano ed è anche presente nel Cda di Telecom Italia. Infine il dossier sarebbe stato visionato anche dall’americana Discovery Channel, controllata da Liberty Media di John Malone. Resta da capire ora quali saranno i soggetti realmente interessati e a quale prezzo”.

Ad ogni modo, la vicenda potrebbe non essere così semplice come in apparenza, nè concludersi in tempi rapidi. L’amministratore delegato di Telecom, Franco Bernabè, è infatti intenzionato a “valorizzare Telecom Italia Media e a garantire a tutti i soggetti interessati di proporre offerte”. Una dichiarazione che lascia intendere che il business potrebbe essere ceduto in singoli asset, anche a diversi compratori, o per lo meno in diversi tempi.

D’altronde, ricorda ancora il quotidiano, “il canale tv, La 7, ha un valore politico-editoriale, anche in vista delle elezioni politiche. Resta da capire quale spazio di crescita potrebbe avere La 7, e valutare quanto Rai e Mediaset possano cedere ancora in termini di audience. Più articolato il tema delle infrastrutture televisive, un bene pregiato nell’attuale evoluzione della competizione tecnologica. Nel passaggio dall’analogico al digitale, Telecom Italia Media può contare su tre multiplex nazionali e altri ne avrà in futuro: attività che sicuramente potrebbero fare gola a possibili investitori”.

La scelta del cda di Telecom

La mossa che ha dato il via al processo di cessione sostanziale di La7 è stata assunta dal consiglio di amministrazione di Telecom Italia pochi giorni fa. I manager della compagnia telefonica italiana hanno infatti scelto di procedere lungo la strada dell’avvio del “processo di dismissione delle attività di settore media che fanno capo a TiMedia” – dichiara una nota della società, accompagnata da un dettaglio su come la transazione societaria sia da inquadrare all’interno del processo di focalizzazione sulle attività del core business, già ribadito a suo tempo nel piano industriale 2012 – 2014, come a voler ribadire che l’iniziativa non fosse certamente disattesa.

Ad ogni modo, la vendita di La7 non dovrebbe essere operazione da compiersi nel brevissimo termine. Ciò che invece accadrà, nei prossimi mesi, è la separazione del business televisivo in una società ad hoc, con La7 (detenuta per il 77% dal gruppo Telecom Italia) che uscirà, pertanto, dal diretto controllo della capogruppo, per poter entrare a far parte di una nuova compagine societaria sempre e comunque riconducibile alla capofila.

Ma non solo. Di fianco alla società che gestirà il business televisivo de La7, Telecom Italia creerà anche una seconda compagnia che si occuperà di amministrare il patrimonio relativo alle attività televisive, dalle torri ai sistemi di trasmissione, fino ai multiplex. Due società distinte, che potrebbero essere più facilmente negoziabili rispetto alla presenza di un unico “colosso” televisivo.

Superata questa fase, è probabile che la società possa scegliere di dar seguito all’attesa cessione delle attività TV. Sotto questo punto di vista, non si può non ricordare come l’attività di separazione degli asset sia un iter meramente preparatorio per la cessione delle quote societarie.

Ma chi saranno gli acquirenti di La7? Come era prevedibile, i nomi “papabili” sono molti e molto noti. Su tutti, in pole position sembra esservi l’imprenditore Carlo De Benedetti, ma non è escluso l’interesse di gruppi italiani e internazionali.

Tranquillità traspare all’interno dell’azienda. Il primo a intervenire è stato il direttore del Tg La7 Enrico Mentana, che ha dichiarato come “in questi casi in genere si esprime preoccupazione, io non sono per nulla preoccupato. Trattandosi di una libera messa sul mercato di un asset così importante, il venditore sicuramente inserirà tra i criteri di scelta dell’acquirente la salvaguardia della qualità e delle prospettive del canale. Ci sentiamo come una squadra di calcio che ha fatto un campionato al vertice. L’identità della rete è netta, così come il tg ha un profilo ben chiaro. Servono investimenti e capacità imprenditoriale. Gente capace e obiettivi sfidanti, oltre a investimenti adeguati. La tv non si fa gratis, è fatta di idee e investimenti, non si improvvisa”. Una serenità di facciata, o una reale consapevolezza del valore di mercato de La7?

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Mar 22/05/2012 da Roberto Rossi in

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