Legge di stabilità, ecco tutte le novità

Il testo del maxiemendamento è finalmente stato reso noto. Un provvedimento che non è stato “lacrime e sangue” come prevedeva qualcuno, ma che contiene alcune iniziative gravose sulle quali è bene soffermarsi. Iniziamo quindi oggi, con questa rapida panoramica, a comprendere quali sono le principali novità licenziate dalla legge di stabilità, e in dirittura d’arrivo per modificare alcuni importanti aspetti della nostra vita quotidiana.
Per quanto riguarda i consumatori, numerose sono le novità. Le più importanti riguardano tuttavia il mondo pensionistico (dal 2026 si andrà in pensione di vecchiaia a 67 anni) e quello previdenziale (prorogato fino al 2014 il fondo per i nuovi nati). Per quanto concerne la prima gamma di novità, vi sono invero ben poche sorprese rispetto a quanto già preannunciato dalle riforme del 2010 e del 2011. Si andrà in pensione un pò più tardi e, presumibilmente, con una prestazione leggermente superiore. Per quanto invece concerne il fondo per i nuovi nati, che eroga finanziamenti a condizioni molto convenienti ai nuovi genitori, il provvedimento era stato richiesto a gran voce da diverse parti sociali, che vedono in tale strumento un utile aiuto in favore dei nuovi padri e delle nuove madri. Confermata anche la presenza delle ulteriori agevolazioni con neogenitori con bambini affetti da malattie gravi.
Notizie abbastanza importanti anche per i dipendenti pubblici che, se in condizioni di sovrannumero, potranno essere posti in disponibilità, con un’indennità pari all’80% dello stipendio, per due anni. Di conseguenza, le pubbliche amministrazioni con dipendenti in sovrannumero sraanno tenute ad osservare le procedure in tema di mobilità e collocamento in disponibilità dei dipendenti. In termini molto concreti, si tratta di effettuare una revisione annuale della struttura del proprio ente, e stabilire se vi è la condizione di disponibilità o meno. In questa ipotesi, l’amministrazione dovrà procedere a mettere in mobilità il dipendente (con stipendio all’80% per due anni), o risolvere il rapporto di lavoro, se il lavoratore ha già superato la soglia massima di anzianità contributiva (40 anni).
Viene inoltre abrogata la norma che impone oggi di pagare un professionista sulla base dei tariffari minimi fissati dagli ordini. Si tratta di un’innovazione abbastanza utile, che mira a rendere più trasparente il rapporto consulenziale con un avvocato, o altro consulente, soprattutto per quanto concerne la fase precontrattuale.
Dal 2012, infine, gli imprenditori che assumeranno giovani apprendisti, potranno ottenere uno sgravio contributivo del 100% per tre anni, e un’aliquota successiva del 10%. Una misura che cerca di incentivare la crescita della popolazione lavorativa italiana, nella speranza che possa contribuire al rilancio dell’occupazione giovanile.
Infine, brutte notizie per gli automobilisti italiani. La manovra presenta infatti un rincaro delle accise sulla benzina a partire dal 2012. Una brutta abitudine, cui gli italiani sembrano purtroppo aver fatto particolare confidenza.
Dom 13/11/2011 da Roberto Rossi in Governo








