Minibond, nuovi titoli per le piccole e medie imprese

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ministro passera

Si chiama decreto-minibond il nuovo intervento che il governo sta predisponendo per permettere alle piccole e medie imprese di poter disporre di un nuovo potenziale strumento di reperimento di risorse monetarie. Ma di cosa si tratta? E quali sono le ulteriori novità che il ministero dello Sviluppo Economico sta predisponendo?

Partiamo con ordine da quanto abbiamo già ribattezzato come “minibond“. Si tratta di obbligazioni e cambiali che le imprese non quotate, di piccole e medie dimensioni, possono emettere per finanziarsi. L’emissione dei minibond sarà tuttavia legata alla presenza di alcuni requisiti determinanti: l’assistenza di uno sponsor, la certificazione dell’ultimo bilancio e la circolazione dei titoli tra investitori qualificati.

I vantaggi dei minibond sono notevoli: gli interessi saranno deducibili, e verranno estesi ad essi alcune esenzioni fiscali proprie delle vere e proprie obbligazioni societarie, rendendo di fatto neutrale, anche per gli investitori esteri, la scelta tra i vari strumenti di credito.

Un secondo gruppo di novità riguarda il riordino degli incentivi, con l’istituzione del Fondo per la crescita sostenibile da circa 600 milioni di euro, recuperati per 118 milioni dai Contratti di Programma per le «aree depresse»; 140 dai Contratti di Area; 330 dal Fondo per l’innovazione; 34,5 dalle risorse per la Reindustrializzazione. In aggiunta, un miliardo sarà reperito dal Fondo rotativo della Cassa depositi e prestiti per il sostegno delle imprese, e altre risorse deriveranno dal Fondo Industria 2015, dalle agevolazioni per le Aree sottoutilizzate e da quelle per l’intervento straordinario per il Mezzogiorno, dai fondi per il settore minerario e il commercio elettronico.

Terza novità è la norma che accelera la realizzazione delle infrastrutture energetiche, superando l’inerzia eventuale delle Regioni nel caso in cui l’intesa regionale necessaria non intervenga. La norma prevede infatti che il ministero faccia ricorso alla presenza del Consiglio dei Ministri per una decisione definitiva, pervenendo in tempi rapidi alla chiusura del procedimento. In questo modo dovrebbero sbloccarsi almeno 10 miliardi di euro di investimenti, di capitale privato.

Si attendono inoltre gli ultimi sviluppi di un pacchetto integrativo sviluppato dal viceministro Mario Caccia: su tutti gli interventi più attesi, dovrebbero essere presenti la neutralizzazione Iva sull’invenduto, l’aumento della detrazione sulle ristrutturazioni dal 36% al 50% e il riordino del bonus del 55% per gli interventi di efficienza energetica sugli edifici.

Infine, ultima new entry sarà rappresentata dai “project bond”, con tassazione a livello di quella dei titoli di Stato, e il “Piano città” da 2 miliardi di euro, di cui almeno 1,5 miliardi provenienti dal Fondo investimenti per l’abitare, della Cassa depositi e prestiti.

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Lun 04/06/2012 da Roberto Rossi in

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