Moody’s declassa (ancora!) l’Italia: è arrivato il momento di dire basta?

L’agenzia statunitense di rating Moody’s (una delle principali al mondo, unitamente a Fitch e Standard & Poor’s) ha declassato il rating sul debito sovrano italiano trascinandolo da A2 ad A3, e lasciando intravedere nuove possibili riduzioni se la situazione dell’area euro non subirà significativi miglioramenti. La conseguenza diretta? Spread nuovamente in risalita, e Borse in discesa.
Insomma, al di là di chi sieda sulla poltrona del presidente del Consiglio, sembra proprio che l’agenzia di rating abbia preso di mira l’Italia penalizzandola (secondo alcuni osservatori, eccessivamente) nonostante gli enormi sforzi compiuti negli ultimi mesi.
La decisione di Moody’s arriva inoltre a brevissima distanza da una missione estera importantissima compiuta dal premier, che ha incontrato il presidente Barack Obama e alcuni leader della comunità finanziaria d’oltre Oceano, concludendo il giro di visite a Wall Street, e riscuotendo l’appoggio sostanziale da parte dei big della finanza locale e internazionale.
La visita di Monti e il sostegno di Obama non sono serviti a bloccare una decisione che era comunque stata sostanzialmente deliberata qualche settimana fa, unitamente alla scelta di tagliare il rating di Spagna e di Portogallo, e ponendo a serio dubbio la tenuta del rating massimo di Francia, Austria e Regno Unito.
Ma quali le ragioni determinanti di questa contrazione di giudizio? Le maggiori incertezze riguardano, ancora una volta, il rischio default della Grecia: lo scenario ellenico è reso ancor più complesso da una situazione sociale fortemente condizionata, e dalla sostanziale incapacità, da parte dei leader intenrazionali, nel mettere a punto una seria revisione delle politiche monetarie e fiscali dell’Eurozona.
Oltre a ciò, per Moody’s vi sono altresì delle ragioni endogene, legate alla specifica situazione italiana: la crisi economica, con la recessione imminente, e quella dei conti pubblici, con un debito pubblico troppo elevato, e i costi elevatissimi per gli interessi maturati sul debito stesso.
Ancora, il rischio che il governo italiano non riesca a centrare gli obiettivi di risanamento, e l’inversione di una tendenza di decrescita. Insomma, non sono esclusi ulteriori tagli al rating italiano nei prossimi mesi.
Mar 14/02/2012 da Roberto Rossi in Rating











