Moody’s taglia rating di 15 banche internazionali

  • Commenti (2)
  • Condividi
  • Email
  • Stampa

moodys rating

La scure di Moody’s non risparmia nemmeno i big del credito. E così, una delle agenzie di rating più importanti del mondo, ha annunciato la revisione del giudizio di merito per 15 banche internazionali esposte nell’area euro in maniera piuttosto significativa. Una retrocessione non del tutto inattesa, che comporta l’ennesima conferma della delicatezza del contesto continentale.

L’agenzia di rating Moody’s ha pertanto scelto di declassare Goldman Sachs da «Aa3» ad «A2», JPMorgan da «Aa1» a «Aa3», Morgan Stanley da «A1 ad A3», Bank of America da «A2 ad A3» e Citigroup da «A3 a Baa2». Declassamento consolidato anche per Hsbc, Deutsche Bank, Societe General, Royal Bank of Scotland, Royal Bank of Canada, Ubs, Bnp Paribas, Credit Suisse.

Per quanto concerne le ragioni del downgrade, Moody’s ha affermato che la revisione del giudizio è stata effettuata perchè le proprie prospettive di lungo termine di profitto e di crescita si stanno riducendo. La preoccupazione è pertanto prevalentemente indirizzata “per le banche con attività significative sul mercato dei capitali in un periodo di così forte aumento della volatilità”.

Contemporaneamente, il Fondo Monetario Internazionale lanciava l’ennesimo allarme, affermando come “la crisi della zona euro ha raggiunto uno stadio critico” e come “nonostante azioni politiche straordinarie, le banche e i mercati dei titoli di Stato in molti Paesi restano sotto forte stress”. Ne consegue, dichiara il FMI, che l’Unione monetaria europea “va completata per superare la crisi” con supporto mediante un’azione “determinata e forte per completare l’Unione, soprattutto con una maggiore integrazione bancaria e di bilancio, è necessaria per fermare il calo di fiducia”.

Ancora, il Fondo ricorda come “la richiede ora uno sforzo collettivo più forte”, per il quale “l’introduzione di una limitata forma di debito comune può essere un passo intermedio verso un’ integrazione fiscale e una condivisione dei rischi”. Per quanto concerne infine le banche, necessaria “una ricapitalizzazione delle banche deboli, anche tramite il supporto diretto dall’Efsf/ESm, aiuterà a rompere il circolo vizioso fra banche e debiti sovrani a livello nazionale”.

Il rincorrersi di voci negative sulla stabilità del sistema interbancario europeo ha ovviamente generato l’atteso effetto negativo sulle quotazioni dei titoli creditizi. In Borsa, tuttavia, le azioni cedono capitalizzazione di mercato in maniera meno consistente di quanto fosse possibile attendersi. Una resistenza finalizzata a limare le perdite. Ma quanto durerà?

Condividi questo articolo con i tuoi amici di Facebook

Ven 22/06/2012 da Roberto Rossi in

Commenta

Ricorda i miei dati

Pubblica commento
Licia Pascali
Licia Pascali 3 luglio 2012 09:41

questa agenzia di reting secondo me, ha rovinato i mercati finanziari dell’italia ha gettato un ombra che difficilmente si colmerà.

Rispondi Segnala abuso
arielam
Arielam 23 agosto 2012 17:59

Ormai siamo Moody’s dipendenti, ma ci possiamo fidare così ciecamente di quest’agenzia di rating? http://www.tradingonline.pro/trading-on-line

Rispondi Segnala abuso