Morgan Stanley rivela i rapporti tra le banche italiane e la BCE

Morgan Stanley ha pubblicato un rapporto nel quale ricorda come siano italiane le banche che hanno attinto maggiormente ai fondi messi a disposizione della Banca Centrale Europea attraverso le emissioni speciali di titoli della stessa istituzione monetaria. Una vera e propria operazione d’assalto, che ha permesso agli istituti di credito tricolori di coprire le proprie necessità di funding.
Citato dal Financial Times, il report di Morgan Stanley sostiene che Intesa Sanpaolo, Unicredit e Monte dei Paschi di Siena sarebbero le tre banche maggiormente affezionate ai fondi BCE: un comportamento molto accorto, che ha permesso alle tre banche di cui sopra di coprire il 90% del proprio fabbisogno mediante erogazioni privilegiate. Più nel dettaglio, Monte dei Paschi di Siena avrebbe reperito circa 10 miliardi di euro di fondi BCE, mentre Intesa Sanpaolo ne avrebbe “approfittato” per 12 miliardi. Sempre meno di quanto agito da Unicredit, che invece avrebbe assorbito 12,5 miliardi di euro di effetti speciali BCE. Complessivamente, pertanto, le tre banche avrebbero ottenuto 36,5 miliardi di euro di fondi BCE, cui occorre aggiungere un ammontare compreso tra i 13 e i 14 miliardi di euro, reperiti da altri istituti di credito della Penisola.
Ma quali osservazioni è possibile trarre da questi dati? Innanzitutto, che le banche italiane si sono dimostrate particolarmente pronte nel metter le mani sulle emissioni speciali a tre anni della Banca Centrale Europea, in maniera più fidelizzata di quanto invece agito da altri Paesi.
In secondo luogo, che Intesa Sanpaolo, Unicredit, e MPS, attraverso tale mossa, hanno già coperto il 90% delle esigenze di finanziamento previste per il 2012, ponendosi in tal modo al parziale riparo dai nuovi scossoni di liquidità che potrebbero (dovrebbero?) contraddistinguere i prossimi trimestri.
In terzo luogo, che probabilmente la condizione delle banche italiane era davvero così critica come qualcuno aveva evidenziato, e che le azioni della BCE sono state sostanzialmente indirizzate a permettere proprio agli istituti di credito tricolori di evitare sgradite sorprese nella primavera 2012.
Per quanto concerne gli altri Paesi UE, a beneficiare delle emissioni speciali BCE sarebbero stati principalmente i big spagnoli, mentre è noto che la RBS (Royal Bank of Scotland) avrebbe attinto a tali fondi per circa 5 miliardi di euro, mediante la propria sussidiaria olandese, coprendo così il 25% del proprio funding 2012.
Ven 20/01/2012 da Roberto Rossi in Banca Centrale Europea










